Agricoltura e lo sviluppo tecnologico

agricoltura

Con il termine agricoltura si intende la coltivazione di specie vegetali il cui scopo è quello di ottenere prodotti a scopo alimentare.

La più vasta estensione dell’agricoltura abbraccia non solo la coltivazione delle piante, ma anche l’allevamento di animali e lo sfruttamento delle foreste.

Nella storia dell’agricoltura le varie tappe si sono susseguite di pari passo con lo sviluppo tecnologico umano e quello delle conoscenze o tecniche di coltivazione.

Si passa quindi dall’agricoltura di sussistenza, o di autoconsumo, all’agricoltura estensiva con tecniche agronomiche, fino ad un’agricoltura di tipo intensivo e specializzata, con l’uso di fertilizzanti e tecniche di ingegneria genetica.


Cenni storici dell’agricoltura

In origine l’agricoltura, secondo i dati della ricerca molecolare e archeologica, sarebbe iniziata in modo indipendente in un’area del mondo molto più vasta di quanto pensato in precedenza.

Il primo sviluppo è datato circa 11.500 anni fa, evolvendosi circa 10.000 anni fa attraverso la domesticazione.

L’agricoltura quindi introdusse il via allo sviluppo delle coltivazioni tra i popoli in tutto il mondo, come in Egitto che fu la prima a utilizzare l’aratro in legno e la zappa.

Via via l’uomo cominciò ad addomesticare anche gli animali, garantendo una maggiore disponibilità di carne e latte, e materie prime come lana e pelli, fino alla scoperta del motore a scoppio, un aiuto importante nell’aratura e nella fertilizzazione del terreno.

Durante il Medioevo giunsero in Europa nuove piante portate dagli arabi, come riso, cotone, carrubo, pistacchio, spinacio e agrumi, e dopo la scoperta dell’America giunsero anche il mais, la patata, la zucca, il fagiolo, l’arachide, il pomodoro, il peperone, la papaya e la banana.

L’agricoltura subì tre tipi di rivoluzioni, quella basata sulla rotazione triennale e sul maggese, la cui pratica consiste nella messa a riposo di un appezzamento di terreno per restituirgli fertilità, rimase predominante fino al XVII secolo, tuttavia, con il progressivo sviluppo del commercio si evolvero nuove tecniche produttive.

Il metodo basato sulla rotazione delle colture, è una tecnica adottata in agricoltura che prevede la variazione della specie agraria coltivata nello stesso appezzamento, al fine di migliorare o mantenere la fertilità del terreno e garantire una maggiore resa.

La seconda rivoluzione agricola si ebbe con la rivoluzione industriale, quando numerosi braccianti si riversarono verso altri continenti e/o nelle grandi città, i cui strumenti aratori e sistemi di semina acquisirono miglioramenti e quindi un’elevata produttività.

La comparsa delle macchine agricole e dei concimi chimici indirizzò l’agricoltura a divenire di tipo industriale sopratutto nei Paesi economicamente più avvantaggiati.

Nell’agricoltura moderna essa è considerata a tutti gli effetti una scienza, si basa sull’immissione di energia esterna al sistema sotto forma di prodotti pronti per l’uso, meccanizzazione, fertilizzanti, ingegneria genetica e tecnologia.

In tal senso si parla quindi di agricoltura intensiva, che permette di sfruttare al massimo la capacità produttiva del terreno, il cui termine è definito come rivoluzione verde che indica un approccio innovativo ai temi della produzione agricola.

L’agricoltura intensiva, tuttavia, presenta problemi di sostenibilità, nasce quindi l’esigenza di soluzioni tecnologiche e miglioramenti dei composti chimici, ma anche più attenzione alle problematiche ambientali.


Organismi geneticamente modificati

Un organismo geneticamente modificato (OGM) è un organismo vivente che possiede un patrimonio genetico modificato tramite tecnologia del DNA ricombinante, che consentono l’aggiunta, l’eleminazione o la modifica di elementi genici.

Oggi gli OGM sono utilizzati principalmente nell’ambito dell’alimentazione, dell’agricoltura, della medicina, della ricerca e dell’industria.

> Leggi qui nel dettaglio gli OGM


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