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Assassinio di John Fitzgerald Kennedy

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L’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, 35° presidente degli Stati Uniti d’America, avvenne il 22 novembre 1963 a Dallas, Texas.

Kennedy, mentre viaggiava con la moglie a bordo della limousine presidenziale, fu ferito mortalmente da colpi di fucile.

Assassinio di John Fitzgerald Kennedy


Introduzione


John Fitzgerald Kennedy, comunemente chiamato Jack, è stato il 35° Presidente degli Stati Uniti d’America.

Il 3 novembre del 1960, egli sconfisse, nelle elezioni americane, il vicepresidente uscente Richard Nixon.

La sua presidenza, nel pieno della Guerra Fredda, è stata caratterizzata da vari eventi: lo sbarco alla Baia dei Porci; la crisi dei missili di Cuba; il movimento per i diritti civili degli afroamericani; la corsa allo spazio.

Comportamento e Sicurezza


La condotta personale di Kennedy, nella breve durata della sua presidenza, costituiva un grosso problema per gli addetti alla sua personale sicurezza.

Gli agenti preposti alla sua tutela, si trovarono nell’incombenza di dover proteggere il Presidente non solo dai suoi nemici potenziali ma anche dal suo comportamento libertino.

L’entourage stretto del Presidente, inclusi gli uomini dei servizi di sicurezza, lo adoravano per il suo passato di eroe della Seconda Guerra Mondiale.

La cordialità con cui tutti costoro venivano trattati da Kennedy, e l’andazzo di “lascia correre“, violò i rigidi regolamenti dei Servizi.

Le sue numerose occasioni clandestine, anche durante i suoi viaggi, portò a un rilassamento della sicurezza, che costituì un atto molto pericoloso.

La notte precedente l’attentato, un gruppo di agenti deputati alla sua scorta personale, tardò a bere liquori fino a notte inoltrata.

Nonostante il corpo di sicurezza dovesse prendere servizio la mattina alle ore otto, il loro comportamento violò palesemente il regolamento.

Il regolamento vieta agli agenti di scorta al Presidente di assumere alcolici o stupefacenti.

Lo stesso Kennedy, per la sua visita alla città texana di Dallas, rese ancor più arduo il problema della sicurezza personale.

Il 20 novembre, disse al suo assistente Kenneth O’Donnell di non volere la capote sulla macchina, in modo che tutte le ragazze texane potessero vedere quanto fosse bella sua moglie Jackie.

Vietò inoltre ai mezzi di scorta l’uso delle sirene, e non consentì che agenti in motocicletta affiancassero la limousine sulla quale avrebbero preso posto lui e la moglie.

Segnali di pericolo


Il viaggio a Dallas, era visto dai suoi collaboratori e da molti esponenti del Partito Democratico come un grosso rischio che non doveva essere corso.

Il Dallas Morning News, l’edizione quotidiana di Dallas, uscì quel venerdì mattina (22 novembre) con un annuncio listato di nero in cui si accusava di tradimento Kennedy.

Il 21 novembre, il giorno prima dell’omicidio di Kennedy, fu distribuito a Dallas un volantino nella forma dei manifesti utilizzati per i ricercati.

Sotto le immagini raffiguranti il volto di Kennedy, di prospetto e di profilo, vi era scritto Wanted For Treason (Ricercato per tradimento).

Sotto la dicitura, nel volantino, c’era un elenco di accuse contro di lui.

Lo stesso Kennedy, la mattina del 22 novembre, si rese conto di quanto fosse pericoloso quel viaggio.

Cronologia degli eventi del 22 novembre 1963


Arrivo a Dallas


Venerdì 22 novembre 1963 alle ore 11:40, Kennedy, sua moglie Jacqueline e il seguito presidenziale atterrarono all’aeroporto Love Field di Dallas.

Le auto del corteo, avrebbero dovuto seguire un certo ordine e allineamento di marcia, poco prima dell’arrivo di Kennedy quest’ordine fu cambiato.

Lo schema prevedeva il corteo presidenziale da Love Field, al centro di Dallas, per finire al Trade Mart.

Il corteo sarebbe dovuto entrare in Dealey Plaza alle 12:25, e dopo cinque minuti arrivare al Trade Mart dove era previsto il banchetto presidenziale.

Al Trade Mart, Kennedy avrebbe incontrato l’amministrazione di Dallas, autorità religiose, leader politici e civili.

Le reti televisive di Dallas alle quali era stato assegnato il compito delle riprese, erano tre:

  1. la WBAP-Tv (NBC), con la base a Fort Worth, avrebbe seguito la colazione ufficiale del presidente prima di partire per Dallas;
  2. la WFAA-TV (ABC), si sarebbe dovuta occupare dell’arrivo del presidente e del corteo;
  3. la KRLD (CBS), avrebbe dovuto seguire il discorso del presidente al Trade Mart.

Corteo presidenziale


Il corteo presidenziale era così composto:

Sull’auto capofila (una Ford bianca) si trovavano:

  • alla guida il capo della polizia di Dallas, Jesse Curry;
  • sul sedile anteriore destro, l’agente dello United States Secret Service Winston Lawson;
  • sul sedile posteriore sinistro, lo sceriffo Bill Decker;
  • sul sedile posteriore destro, l’agente Forrest Sorrels.

Sulla Lincoln Continental del 1961, modello SS100X:

  • alla guida, l’agente Bill Greer;
  • sul sedile anteriore destro, l’agente Roy Kellerman;
  • sul sedile di mezzo a sinistra, Nellie Connally;
  • sul sedile di mezzo a destra, il governatore del Texas John Connally;
  • sul sedile posteriore sinistro, la First lady Jacqueline Kennedy;
  • sul sedile posteriore destro, il presidente John F. Kennedy.

Sulla Cadillac Halfback decappottabile:


  • alla guida, l’agente Sam Kinney;
  • sul sedile anteriore destro, l’agente Emory Roberts;
  • sul predellino anteriore sinistro, l’agente Clint Hill;
  • sul predellino posteriore sinistro, l’agente Bill McIntyre;
  • sul predellino anteriore destro, l’agente John Ready;
  • sul predellino posteriore destro, l’agente Paul Landis;
  • sul sedile di mezzo a sinistra, l’assistente del presidente, Kenneth O’Donnell;
  • sul sedile di mezzo a destra, l’assistente del presidente, David Powers;
  • sul sedile posteriore sinistro, l’agente Gorge Hockey;
  • sul sedile posteriore destro, l’agente Glen Bennet.

Sulla Lincoln 1963 quattro posti, decappottabile:

  • alla guida, l’ufficiale di pattuglia responsabile, Hurchel Jacks;
  • sul sedile anteriore destro, l’agente Rufus Youngblood;
  • sul sedile posteriore sinistro, il senatore Ralph Yarborough;
  • sul sedile posteriore destro, il vicepresidente Lyndon B. Johnson;
  • sul sedile posteriore, tra i due, la moglie del vice presidente Claudia Alta Taylor Johnson.

Su una Varsity blindata:

  • alla guida il capo della polizia di Stato texana;
  • a fianco l’assistente del vice presidente, Cliff Carter;
  • a destra, l’agente Jerry Kivett;
  • sul sedile posteriore gli agenti Woody Taylor e Lem Johns.

Sull’auto della stampa, prestata dalla compagnia telefonica:

  • alla guida l’impiegato della compagnia dei telefoni;
  • a fianco il giornalista della United Press International (UPI), Merriman Smith;
  • a destra, l’assistente di stampa della Casa Bianca, Malcolm Kiluff;
  • sul sedile posteriore, Jack Bell dell’Associated Press, Robert Baskin del The Dallas Morning News e Bob Clark della ABC.

Sull’auto della Stampa locale:

  • Bob Jackson, The Dallas Times Herald;
  • Tom Dillard, The Dallas Morning News;
  • Mal Couch, WFAA-TV.

Precedevano e seguivano il corteo numerosi agenti di polizia in motocicletta.

Percorso


Il percorso originario prevedeva che il corteo, entrato nella Dealey Plaza, proseguisse diritto su Main Street.

Il tragitto venne però cambiato, fu considerato che Elm Street rappresentava un percorso migliore.

Il percorso previsto, quindi, fu il seguente:

  1. all’uscita dell’aeroporto Love Field, il corteo si sarebbe diretto a sinistra verso West Mockingbird Lane;
  2. poi avrebbe svoltato a destra su Lemmon Ave;
  3. poi ancora a destra all’incrocio a Y su Turtle Creek Blvd;
  4. avrebbe poi proseguito diritto su Cedar Springs Rd;
  5. poi svoltare a sinistra su North Harwood Street;
  6. svoltare poi a destra su Main Street;
  7. poi ancora a destra su Houston Street;
  8. poi a sinistra su Elm Street e proseguire nel triplo sottopassaggio;
  9. imboccare la via per il Trade Mart al n.2100 N.Stemmon.

Per quasi tutto il percorso, il corteo presidenziale viaggiò senza incidenti.

Fecero solo due fermate per permettere al Presidente Kennedy di stringere la mano ad alcune suore cattoliche e poi ad alcuni bambini.

Poco prima che la limousine voltasse su Main Street, un uomo corse verso l’auto ma venne bloccato da un agente dei Servizi segreti.

Alle 12:29 la limousine entrò in Dealey Plaza, dopo una svolta a destra da Main Street su Houston Street, scendendo al di sotto dei 18 km/h.

Durante il passaggio del Presidente, il percorso fu assalito da oltre due dozzine tra fotoamatori e professionisti.

Alle 12:30, il Presidente Kennedy passava lentamente di fronte al deposito di libri della Texas School.

Attentato e Morte


Il presidente John Fitzgerald Kennedy, e la moglie Jacqueline Bouvier, salirono su una limousine Lincoln sedendo nella parte posteriore.

Sui sedili centrali della limousine, sedettero John Connally, governatore del Texas, e sua moglie.

La limousine, guidata dall’agente Bill Greer, rallentò in prossimità della curva tra la Houston Street e la Elm Street.

Mentre il Presidente e il Governatore salutavano la folla, diversi colpi di fucile furono esplosi in direzione della vettura.

Uno di questi spari, colpì Kennedy alla testa, causandogli un’ampia ferita rivelandosi poi mortale.

La limousine si diresse immediatamente verso il Parkland Memorial Hospital, dove i medici Carrico e Malcom Perry tentarono di salvare la vita del Presidente.

Le condizioni di Kennedy apparvero subito disperate e, nonostante fu fatto tutto il possibile, alle 13:00 il presidente John F. Kennedy fu dichiarato morto.

Il personale medico che tentò di salvargli la vita, dichiarò che le gravi condizioni del presidente non lasciavano alcuna chance di sopravvivenza.

Il prete che somministrò l’estrema unzione a Kennedy, dichiarò al New York Times che il presidente morì poco dopo il suo arrivo in ospedale.

Nel frattempo, poiché uno degli spari colpì anche il governatore Connally, egli subì due interventi chirurgici.

Lyndon Johson, divenuto il nuovo presidente, ordinò che l’annuncio della morte del Presidente Kennedy fosse data solo dopo che lui aveva lasciato l’ospedale.

Kennedy, quindi, fu dichiarato morto alle 13:00, ma l’annuncio ufficiale venne dato solo mezz’ora più tardi.

Alle 13:33 circa, il segretario della Casa Bianca diede l’annuncio ufficiale nella sala conferenze dell’ospedale, con giornalisti e membri dello staff medico.

Il corpo del presidente Kennedy, fu trasportato alle 14:05 sull’Air Force One.

Per molti studiosi questa fu un’azione illegale, perché il corpo venne spostato senza prima aver effettuato un esame forence, secondo le leggi dello Stato del Texas.

La morte del presidente, allora catalogata come un crimine di Stato e non federale, sarebbe dovuta sottostare alle leggi del Texas.

Rientro a Washington


Una volta che il corpo di Kennedy fu sull’aereo, l’allora vice presidente Lyndon Johnson giurò fedeltà alla costituzione, divenendo il 36° presidente degli Stati Uniti d’America.

Il giuramento di Johnson, avvenne alle 14:38 con a fianco Jacqueline, davanti al giudice Sarah T. Hughes, avvocato e politica statunitense.

Intorno alle 18:00, l’aereo atterrò alla base aerea Andrews, vicino a Washington.

Qui la bara fu caricata su un’ambulanza militare e portata all’ospedale navale di Bethesda, per l’autopsia e la preparazione funebre.

Jacqueline, quando salì a bordo dell’aereo, aveva il tailleur rosa e le gambe ancora macchiate di sangue di suo marito.

Per tutto il pomeriggio, e fino al mattino del giorno successivo, si rifiutò di cambiarsi d’abito, dichiarando: “Devono vedere cos’hanno fatto“.

Allo stesso tempo, si rifiutò di lasciare il corpo di suo marito se non per il giuramento di Johnson.

Indagini


Responsabile dell’assassinio di Kennedy, venne ritenuto Lee harvey Oswald, un impiegato della Texas School Book Depository in Dealey Plaza.

La sua cattura avvenne quasi subito dopo l’attentato al Presidente, in seguito fu imputato dell’assassinio di Kennedy anche se non confessò mai e sostenne di essere un capo espiatorio.

Oswald fu interrogato dalla polizia per circa 18 ore, ma non sostenne mai un regolare processo perché venne ucciso a sua volta due giorni dopo l’arresto.

Jack Leon Ruby, un criminale statunitense, sparò il 24 novembre 1963 a Lee Harvey Oswald nei sotterranei della Polizia di Dallas uccidendolo.

Johnson, diventato Presidente, affidò subito l’incarico investigativo alla Corte Suprema Earl Warren.

La commissione Warren, aveva il compito di raccogliere materiale e produrre una valutazione tecnico-giuridica sull’assassinio di Kennedy.

L’FBI, che indagarono parallelamente alla Warren, fornirono all’organo oltre 25000 interviste, 2300 rapporti, 553 interrogatori.

Nel settembre 1964, la commissione per l’assassinio di JF Kennedy, presentò il suo rapporto finale:

Lee Harvey Oswald ha ucciso da solo il Presidente; Jack Ruby ha ucciso da solo Lee Oswald“.

Rapporto


Secondo la commissione, Lee H. Oswald era uno psicolabile, mentalmente disturbato, frustrato, fortemente filo-castrista e violento.

Egli, secondo il rapporto, decise di diventare famoso uccidendo il Presidente Kennedy.

Quando la limousine terminò la curva, dal sesto piano della Texas School Book in Dealey Plaza, sparò un primo colpo di fucile.

Il Presidente Kennedy smise di salutare, mentre alcuni stavano cercando di capire cosa stesse succedendo.

Circa due secondi dopo, fu esploso un secondo colpo: il proiettile colpì Kennedy alla schiena, uscì dalla gola, entrò nella schiena di Connally, gli perforò il torace, trapassò il polso destro, fratturando il radio e proseguì sino a fermarsi nella coscia sinistra del governatore.

Il terzo colpo, colpì Kennedy alla testa, causando la ferita mortale.

I colpi esplosi dalla finestra sarebbero stati quindi tre, due dei quali sarebbero riusciti a uccidere il Presidente e ferire Connally.

Dal rapporto emerge che il proiettile quasi intero rinvenuto sulla barella di Connelly, e due frammenti piuttosto grandi rinvenuti sulla limousine presidenziale, erano stati sparati dal fucile Mannlicher Carcano.

L’arma incriminata, è stata trovata al sesto piano del deposito dei libri, escludendo così l’uso di qualsiasi altra arma.

Teorie


La conclusione della commissione Warren, sull’assassinio di Kennedy, affermò una tesi passata alla storia come quella “della pallottola magica“.

Il proiettile, che causò sette ferite complessive a Kennedy e Connally, rimase sostanzialmente intatto.

Nel 1976, venne creata la HSCA, Commissione scelta della Camera dei Deputati sui casi di assassinio.

Per l’HSCA, il delitto fu il risultato di una probabile cospirazione anche se non fu possibile determinarne la natura né indentificarne i partecipanti, oltre Oswald.

La teoria, si basava sui rapporti incrociati dei reperti balistici, di quelli visivi e di quelli sonori.

Il rapporto HSCA, confermò la ricostruzione della Commissione Warren, ma individuò con una probabilità del 96% un quarto sparo.

Il quarto sparo da parte di un secondo tiratore, presumibilmente appostato su una collinetta erbosa, situata sul lato destro di Elm Street, giustificherebbe la pallottola integra.

Conclusioni


Le conclusioni delle due inchieste ufficiali, quella della commissione Warren e della HCSA, per l’assassinio di John F. Kennedy, furono simili.

Oswald aveva ucciso Kennedy per compiere un gesto importante e rivoluzionario, che lo avrebbe reso famoso e avrebbe riscattato la sua vita.

Ruby, che uccise a sua volta Oswald, intendeva vendicare Kennedy sull’onda dell’emozione.

Egli riuscì a sparare a causa dell’insufficiente sorveglianza nella stazione di polizia di Dallas.

L’HSCA, nel proprio rapporto, ammise che il Presidente Kennedy era stato ucciso da Oswald come atto conclusivo di una cospirazione.

La Commissione Warren, a differenza della HSCA, ha indicato Oswald come unico colpevole.

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