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Il Calendario uso e significato

calendario

Il calendario è il termine con il quale si identificano le suddivisioni ai vari periodi di tempo e definiti con le date del calendario.

Tale sistema cronologico, per calcolare e dare un nome, è stato adottato dall’uomo, in passato sono stati usati diversi calendari, e alcuni di essi sono ancora in uso ma per motivi religiosi o liturgici.

Con il termine calendario si identifica anche lo strumento materiale utilizzato per illustrare tale sistema di calcolo cronologico, come ad esempio un calendario a muro o da scrivania, ma è anche usato per denotare una lista di eventi stabiliti o pianificati dettagliatamente.


Struttura di un calendario

I calendari si basano su alcune unità di tempo fondamentali, e ciascuna nazione adotta un proprio calendario ufficiale per definire le festività e identificare le date in modo univoco.

Le unità di tempo fondamentali in Astronomia, su cui si basano i calendari, sono ricavate dall’osservazione del Sole e della Luna:

  • la settimana corrisponde alla durata di una singola fase lunare, sette giorni, tra le quattro principali;
  • il mese corrisponde alla durata di un ciclo completo di fasi, circa quattro settimane;
  • l’anno corrisponde alla durata di un ciclo di stagioni, un periodo di rivoluzione della Terra intorno al Sole, in genere di dodici mesi.

Un anno solare, tuttavia, non corrisponde a un numero intero di mesi lunari (13 mesi), i calendari, quindi, seguono in genere o l’uno o l’altro dei due cicli, e si distinguono in:

Calendari solari: sono basati sulla durata dell’anno solare di circa 365 giorni. In questo calendario le stagioni cominciano sempre nelle stesse date, e i mesi non seguono il ciclo delle fasi lunari, come il calendario gregoriano e il calendario giuliano.

Calendari lunari: sono basati sulla durata del mese lunare, circa 29 giorni e mezzo. In questo calendario il mese comincia sempre con la Luna nuova, ma la data d’inizio delle stagioni si sposta in avanti da un anno all’altro, in media di circa 11 giorni, come il calendario islamico.

Calendari lunisolari: sono sincronizzati sia con la durata dell’anno solare, sia con quella del mese lunare. In questo calendario, per mantenere questa sincronia, deve alternare anni di 12 e di 13 mesi. La data di inizio delle stagioni si sposta in avanti o indietro da un anno all’altro, ma si mantiene sempre vicina, entro 12-13 giorni, a una data fissa, come il calendario ebraico o, in passato, il calendario celtico.

Inoltre, la durata di una fase lunare non è esattamente di sette giorni, ed è per questo che le fasi non cominciano sempre lo stesso giorno della settimana.


I Calendari nel mondo

La maggior parte dei paesi occidentali, ma non la maggior parte della popolazione mondiale, adotta il calendario gregoriano.
Alcuni paesi musulmani adottano il calendario islamico.
La Cina e la maggior parte dei paesi orientali adottano il calendario cinese.
L’India adotta il calendario nazionale indiano.
La Thailandia adotta il proprio calendario.
In Iran e Afghanistan è correntemente utilizzato il calendario persiano.
Israele adotta il calendario ebraico.

I calendari più diffusi sono:

Calendario attico: usato dagli ateniesi era un antico calendario composto da dodici mesi.
Calendario babilonese: era un modello di calendario teorico sviluppato dagli astronomi babilonesi che consisteva di mesi lunari sinodici medi.
Calendario balinese: è un calendario utilizzato per scandenziare le festività religiose.
Calendario bengalese: usato dal popolo bengalese è un calendario solare e siderale induista.
Calendario berbero: è inteso come calendario agrario tradizionale in uso nelle regioni del Nordafrica.
Calendario celtico: era suddiviso in periodi di tempo legati soprattutto all’astronomia ed alle stagioni, per motivi di attività relative alla pastorizia, all’agricoltura, alla pesca e alla cacciagione.
Calendario cinese: usato in Cina è un calendario unisolare, che incorpora elementi sia dei calendari solari che di quelli lunari.
Calendario copto: chiamato anche calendario alessandrino, è utilizzato dalla Chiesa copta ortodossa in Egitto e in Etiopia.
Calendario C&T: è un calendario proposto da Dick Henry, professore di astronomia, come riforma del calendario gregoriano attualmente in vigore nella maggior parte dei paesi del mondo.
Calendario ebraico: è un calendario unisolare calcolato sia su base solare sia su base lunare.
Calendario egizio: è composto da tre stagioni di quattro mesi di 30 giorni ciascuno, per un totale di 360 giorni.
Calendario etiopico: ha 13 mesi di cui i primi 12 di 30 giorni ed il 13° di 5 e ha inizio l’11 settembre.
Calendario giapponese: noto anche come calendario Wareki era un calendario lunisolare ed era adattato dal calendario cinese e prevedeva una settimana di sei giorni.
Calendario giuliano: è un calendario solare ed è basato sul ciclo delle stagioni.
Calendario gregoriano: è il calendario ufficiale di quasi tutti i paesi del mondo, ed è una modifica del calendario giuliano.
Calendario induista: usato in India in epoca vedica, e dopo molti cambiamenti e modifiche a seconda delle diverse regioni, si è suddiviso nei moderni calendari indiani regionali.
Calendario nazionale indiano: è il calendario civile ufficiale in uso in India, che viene usato, assieme al calendario gregoriano, dalla Gazzetta of India, dai notiziari trasmessi da All India Radio, e da calendari e comunicazioni emanate dal governo indiano.
Calendario islamico: basato sul moto della Luna, si articola in 12 mesi lunari di 29 o 30 giorni, quindi un anno dura 354 giorni e, circa ogni tre anni, un giorno in più.
Calendario nordcoreano: è un calendario di sistema di numerazione dell’anno utilizzato in Corea del Nord.
Calendario Maya: utilizzato dai Maya e altri popoli dell’America centrale, era basato su più cicli di durata diversa.
Calendario olocenico: è una modifica al calendario giuliano/gregoriano che consiste l’utilizzo come epoca non la presunta data di nascita di Gesù, ma la data anticipata di 10 mila anni.
Calendario persiano: noto anche come calendario iraniano, è un calendario solare utilizzato correntemente nell’Iran e nell’Afghanistan.
Calendario rivoluzionario francese: fu stabilito per commemorare la fine della monarchia e la nascita della repubblica
Calendario rivoluzionario sovietico: venne usato in Unione Sovietica fra il 1929 e il 1940.
Calendario romano: o calendario pre-giuliano, è l’insieme dei calendari che furono in uso nella Roma antica.
Calendario somalo: era tradizionalmente basato sulla suddivisione delle stagioni, sempre quattro, ma diversamente determinate rispetto alle stagioni inizialmente definite dalla cultura europea.
Calendario tuareg: si intende l’insieme delle conoscenze tradizionali relative alla suddivisione del tempo presso le culture nomadi del Sahara di stirpe tuareg.


Datazione di un calendario

La datazione degli anni seguono un numero progressivo per distinguerli tra loro: nel calendario gregoriano e in quello giuliano, la numerazione in uso inizia dalla data di nascita di Gesù, calcolata nel IV secolo dal monaco Dionigi il piccolo.

La sigla a.C. è la data che indica gli anni precedenti alla data di nascita di Gesù, mentre quella d.C., che segue la prima, è la data dopo la nascita di Gesù.

In astronomia la numerazione comprende lo zero, anche se l’anno zero non esiste, per semplicità di calcolo, corrispondente all’1 a.C. e quelli precedenti ad esso sono indicati da numeri negativi.

Altri calendari, invece, sono basati su una numerazione differente, come gli eventi storici o loro propria, come quello ebraico che inizia dalla creazione del mondo, calcolata in base alla Bibbia, o quello islamico dall’Egira, che indica l’esodo di Maometto.

Per evitare il riferimento alla religione cristiana, si sta diffondendo, soprattutto nei paesi anglosassoni, l’uso di sostituire la locuzioni ‘prima di Cristo‘ (a.C.) e ‘dopo Cristo‘ (d.C.) con il termine ‘ante era volgare‘ (a.e.v) e ‘era volgare‘ (e.v).

Oggi, in vigore nella maggior parte del mondo, il primo giorno dell’anno è il 1° gennaio, che ebbe origine nel calendario giuliano in epoca romana ma che non vale per numerosi altri calendari utilizzati in Europa e nel mondo in passato, né nei calendari di derivazione non romana, come quello islamico.

Tra le differenti date adottate vi furono il 1° marzo, il 25 marzo, il giorno di Pasqua, il 1° settembre, la numerazione degli anni, quindi, variava di conseguenza e lo stesso giorno poteva corrispondere in diversi paesi ad anni diversi.

A partire dalla promulgazione del calendario gregoriano, dal 1582, si ritornò alla data del 1° gennaio fissata originariamente da Gaio Giulio Cesare, oggi adottata universalmente.


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