Ecologia del paesaggio, origine e significato

paesaggio deserto

Per ecologia del paesaggio si intende come scienza in ecologia dei sistemi che in origine è nata come interfaccia tra geografia ed ecologia.

E’ una scienza applicata che integra l’approccio biofisico e analitico con prospettive umanistiche e olistiche attraverso le scienze naturali e le scienze sociali.

I paesaggi quindi sono aree geografiche caratterizzate da sistemi terrestri e acquatici relativamente naturali come foreste, praterie, laghi e ambienti di largo dominio umano

Il paesaggio, quindi, è parte di un sistema complesso di ecosistemi in cui si integrano gli eventi della natura e le azioni della cultura umana.


Origine dell’ecologia del paesaggio

La prima volta che venne utilizzato il termine ecologia del paesaggio, fu nella letteratura scientifica del geografo tedesco Carl Troll nel 1939.

In quell’occasione Troll interpretò alcune foto aeree di un paesaggio della Savana dell’Africa orientale, intuendo che alcune proprietà degli ecosistemi e la loro evoluzione verso bio-entità superiori si potevano classificare come paesaggi.

Per definire quindi lo studio dei paesaggi ben definiti, Troll diede il nome a questa nuova disciplina con il termine ‘Ecologia del paesaggio‘, dedicandosi allo studio della geografia vegetazionale osservando le piante come indicatori delle condizioni di un ecosistema.

L’ecologia del paesaggio ebbe uno sviluppo in tutta Europa come scienza applicata alla gestione delle risorse naturali, e lo studio in tali termini e dalla rappresentazione della cartografia vegetazionale pone le basi per una rappresentazione della diversità ambientale degli ecosistemi terrestri.


Concetto dell’ecologia del paesaggio

Per definire il concetto di un sistema eco-paesaggistico è necessario una distinzione tra l’habitat umano e quello naturale.

L’ecologia naturale si occupa dei rapporti tra i modelli che riguardano gli aspetti strutturali, e possono assumere configurazioni semplici o complesse.

Tali configurazioni permettono quindi un’analisi accurata della struttura di un paesaggio, le aree di contatto, come la diversità biologica, il flusso e l’accumulo dei materiali e lo scambio, le zone o aree di confine tra due o più tipologie di ambiente, e l’elemento o l’abbinamento di più elementi.

I flussi di materia e di energia che si scambiano all’interno o all’esterno di un paesaggio, è quindi una parte funzionale di esso, così come i processi di questi flussi, allo scorrere del tempo e ai processi che lo condizionano.

L’ecologia del paesaggio studia quindi la sua struttura, le funzioni, le specie e le popolazioni, la materia e l’energia e le loro trasformazioni nel tempo.

I campi di applicazione dell’ecologia del paesaggio, applicata alla gestione dei sistemi ambientali sono:

  • conservazione della biodiversità
  • conservazione e riorganizzazione delle aree agricole
  • recupero delle aree degradate e abbandonate
  • miglioramento delle aree urbane e suburbane
  • miglioramento dell’interazione tra i sistemi ambientali e gli insediamenti antropizzati.

La fonte di interesse per questa disciplina sono soprattutto i fenomeni di erosione del suolo, le interazioni dell’acqua con il terreno e il primo strato di sottosuolo, i microclimi, climi locali e le interdipendenze di essi con le altre componenti del sistema ecologico complessivo considerato.


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