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Emilia-Romagna Regione Italiana

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L’Emilia-Romagna è una delle 20 regioni d’Italia, situata nella parte nord-occidentale comprende le regioni storiche di Emilia e Romagna.

La Regione è una tra le più ricche e sviluppate d’Europa, Bologna, oltre ad essere il capoluogo è anche la città più alta in qualità della vita.

Emilia-Romagna Regione italiana


Geografia


L’Emilia-Romagna è una regione dell’Italia nord-occidentale, con capoluogo Bologna, e comprende le regioni storiche dell’Emilia e Romagna.

La regione confina con la Lombardia e il Veneto a nord, a ovest ancora con la Lombardia e con il Piemonte, a sud con la Liguria, Toscana, Marche, e la Repubblica di San Marino. A est è bagnata dal mare Adriatico.

Le provincie che la compongono sono nove, e copre un’area di 22.446 km2, di cui il 48% è costituito da pianure, il 27% collinare e il 25% montuoso.

La sezione appenninica è caratterizzata da sequenze rocciose sedimentarie, erosione sedimentarie e grotte.

Le cime più alte, sopra i 2000 m, sono il Monte Cimone, Monte Cusna e Alpe di Succiso.

Territorio


Geologicamente, l’Emilia-Romagna presenta lagune e aree saline a nord, e molte sorgenti termali in tutto il resto della regione.

I suoi fiumi risalgono localmente in Appennino ad eccezione del Po, che ha la sua sorgente nelle Alpi piemontesi.

La vegetazione comprende foreste temperate latiforme e miste, e può essere divisa in varie tipologie di piante, come querce, carpino europeo, frutteti e coltivazioni di campi di grano, barbabietola da zucchero, luppolo, faggio, abete e la brughiera di montagna.

L’Emilia-Romagna ha due Parchi nazionali italiani: il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Il territorio, nel corso dei secoli, ha subito cambiamenti tali da modificarne l’intera regione.

Per mano dell’uomo sono state costruite città, recuperate zone umide e stabilito grandi aree agricole, tanto da cambiarne l’aspetto.

L’aumento delle aree urbane industriali, così, si sono proseguite fino ai giorni nostri, mentre le zone collinari e montuose videro un aumento della registrazione delle aree-naturali.

Le aree urbane, rispetto a quelle agricole ridotte di 157 km2, sono aumentate a oltre 130 km2, ottenendo forti cambiamenti economici ed ecologici regionali.

Monti


La zona montuosa occupa circa un quarto del territorio dell’Emilia-Romagna, mentre un altro quarto occupa una zona collinare tra l’Appennino e la pianura.

Tutte le provincie della regione, esclusa Ferrara, possiedono zone montuose e/o collinari.

L’Appennino Tosco-Romagnolo e Tosco-Romagnolo, le due parti dell’Appennino Settentrionale, attraversa diagonalmente la regione.

La vetta più alta è il Monte Cimone, che con i suoi 2.165 m è il più alto anche dell’intero Appennino settentrionale.

Situato nell’estremo Meridione della provincia di Modena, nel Frignano, si colloca tra i comuni di Fiumalbo, Sestola, Riolunato e Fanano.

Altre montagne sono:

  • Monte Cusna (2.121 m, situato nell’Appennino Reggiano in Provincia di Reggio Emilia);
  • Monte Prado (2054 m);
  • L’Alpe di Succiso (2017 m, entrambi in territorio reggiano);
  • Corno alle Scale (1.945 m), situato nel bolognese;
  • Monte Maggiorasca (1.804 m, la vetta più alta dell’Appennino Ligure a metà tra la Provincia di Parma e quella di Genova),
  • Monte Fumaiolo (1.268 m, in Provincia di Forlì-Cesena), famoso soprattutto per la sorgente che dà vita al Tevere.

Pianure


La pianura è il risultato dei depositi alluvionali portati dal Po e dagli altri fiumi nel corso degli anni.

Nell’alta padana i materiali depositati sono più grossolani, il suolo quindi è molto permeabile e privo di ristagni idrici.

Nella bassa pianura i depositi sono invece più minuti e quindi meno permeabili.

Tra le due zone si trova la fascia delle risorgive, e nella parte orientale, rivolta all’Adriatico, si trova un settore interno di terre rassodate e messe a coltura e vaste aree di bonifica idraulica.

La Pianura Padana si affaccia sul mare, presenta una costa bassa e sabbiosa uniforme.

Idrografia della regione


Corsi d’acqua


Una serie di percorsi d’acqua, nella parte occidentale della regione, attraversano le valli per divagare poi nella pianura, fino a sfociare nel fiume Po o nei principali corpi idrici.

Nella parte orientale, a partire dal Reno, i fiumi sfociano nell’Adriatico in estauri poco o nulla rilevanti.

Nelle vaste aree della Pianura Padana, vi sono notevoli canali artificiali di deviazione che prelevano acqua per usi civili, industriali e per l’irrigazione.

Una delle più importanti opere idrauliche agrarie della regione e d’Italia è il Canale Emiliano-Romagnolo, noto anche come CER.

L’acquedotto della Romagna, l’infrastruttura di approvvigionamento idrico delle provincie romagnole, è la più costosa opera pubblica realizzata in Romagna nel XX secolo.

Fiumi


Il Po segna per un lungo tratto il confine settentrionale della regione, e un piccolo delta è anche in territorio emiliano.

I fiumi presenti nella Regione Emilia-Romagna sono:

  • Po: il più importante della regione;
  • Enza: un torrente appenninico dell’Italia settentrionale, affluente di destra del Po;
  • Panaro: fiume dell’Emilia Romagna è l’ultimo affluente di destra e in assoluto del Po;
  • Parma: è un torrente che si sviluppa per intero all’interno della provincia di Parma, è un affluente di destra del Po;
  • Reno: è il più lungo fiume della regione dopo il Po;
  • Secchia: importante fiume dell’Italia Settentrionale che scorre per gran parte nell’Emilia Romagna;
  • Taro: scorre interamente nella provincia di Parme, è un affluente di destra del Po;
  • Trebbia: affluente di destra del Po attraversa Genova e le provincie di Piacenza e Pavia;
  • Arda: è un torrente che scorre in provincia di Piacenza;
  • Baganza: è un torrente della provincia di Parma che scorre nell’omonima Val Baganza;
  • Bidente: è un fiume che si sviluppa nelle provincie di Forlì-Cesena e Ravenna, nell’Appennino Tosco-Romagnolo;
  • Ceno: affluente di sinistra del fiume Taro scorre interamente nella provincia di parma;
  • Conca: è un fiume delle provincie di Pesaro e Urbino e di Rimini,
  • Crostolo: affluente di destra del Po, è un torrente che scorre interamente nella provincia di Reggio Emilia;
  • Aveto: principale affluente di destra della Trebbia, scorre nella valle omonima in parte in Liguria e in parte in Emilia Romagna;
  • Bevano: è un torrente romagnolo il cui bacino è compreso tra quello dei Fiumi Uniti a nord e quello del Savio a sud;

Altri corsi d’acqua sono:

  • Acerreta
  • Ausa
  • Aveto
  • Crostolo
  • Diversivo del Volano
  • Fiorillo, Fiumi Uniti
  • Idice
  • Lamone
  • Marecchia
  • Montone
  • Nocerino
  • Nure
  • Po di Goro
  • Po di Volano
  • Rabbi
  • Ronco
  • Samoggia
  • Santerno
  • Savio
  • Senio
  • Setta
  • Sillaro
  • Tidone
  • Bidente di Corniolo
  • Bidente di Pietrapazza
  • Bidente di Ridràcoli
  • Borello, Brasimone
  • Canale Bianco (nord di Ferrara)
  • Canale bonifica destra del Reno
  • Canale della Botte
  • Canale derivatore
  • Canale di Burana
  • Canale diversivo
  • Canale Emiliano-Romagnolo
  • Canale Morozzo
  • Canale Naviglio
  • Canale Navile
  • Canale Poatello
  • Cavo Fiuma
  • Cavo Lama
  • Cedra
  • Chero
  • Chiavenna
  • Collettore acqua basse modenesi
  • Collettore acque basse reggiane
  • Dolo
  • Dragone
  • Fossa di Spezzano
  • Fossa Zena
  • Gaiana
  • Ghiaia di Serravalle
  • Guerro
  • Lavino
  • Leo
  • Limentra di Treppio
  • Luretta
  • Marano
  • Marzeno
  • Ongina
  • Para
  • Parola
  • Pisciatello
  • Po morto di Primaro
  • Quaderna
  • Recchio
  • Riglio
  • Rigossa
  • Rossenna
  • Rovacchia
  • Rubicone
  • Samoggia
  • Sàvena
  • Scoltenna
  • Secchiello
  • Sellustra
  • Silla
  • Sintria
  • Stirone
  • Tassobbio
  • Tavollo
  • Termina
  • Tiepido
  • Tramazzo
  • Tresinaro
  • Uso
  • Ventena
  • Voltre
  • Zena

Laghi


I laghi della Regione Emilia-Romagna sono spesso piccoli e di poco interesse.

Quelli più grandi si trovano sull’Appennino Tosco-Emiliano nel sud-ovest della regione. Questi laghi sono prevalentemente di origine glaciale.

Altri laghi sono presenti nella pianura, e spesso si incontrano bacini di ogni dimensione.

I laghi glaciali sono:

  • Lago Baccio
  • Lago Ballano
  • Lago Gemio inferiore
  • Lago Gemio superiore
  • Lago Nero
  • Lago Palo
  • Lago Piatto
  • Lago Pradaccio
  • Lago Santo parmense
  • Lago Scuro parmense
  • Lago Santo modenese
  • lago Scaffaiolo
  • Lago Squincio
  • Lago Verde

Altri laghi sono:

  • Lago del Brasimone
  • Lago di Castel dell’Alpi
  • Lago dei Castori
  • Laghetti del Rosario
  • Lago Santa Maria
  • Lago di Suviana
  • Lago di Tavianella
  • Lago delle Nazioni
  • Lago del Quaternario
  • Lago di Quarto
  • Lago di Ridracoli
  • Lago della Ninfa
  • Lago Torbido
  • Lago Turchino
  • Lago Bino
  • Lago di Mignano
  • Lago Moo
  • Lago di Trebecco
  • Lago delle Ghiarine
  • Lago Calamone
  • Bacino di Pavana
  • Bacino della Standiana
  • Bacino della Conca

Coste


Le coste nella parte orientale dell’Emilia-Romagna, bagnata dal Mare Adriatico, sono basse e sabbiose.

Questa zona interessa la provincia di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Ferrara, definita con il termine Riviera Romagnola.

La Riviera ha un fiorente turismo balneare, mentre Ferrara il turismo è per lo più verde e ambientale.

Lunga 95 chilometri, la costa romagnola si affaccia sull’Alto Adriatico, dalla foce del fiume Reno, dalla provincia di Ravenna, fino a Gabicce Mare (nelle Marche).

Ambienti e Aree naturali


Aree naturali


Nella Regione Emilia-Romagna vi sono due parchi nazionali, entrambi in comune con la Toscana:

  • il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna,
  • il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Nel territorio sono compresi anche 14 parchi regionali e numerose aree naturali protette dalla Rete Natura2000.

Le principali aree protette sono:

  • Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna
    • Riserva naturale integrale Sasso Fratino: situata interamente all’interno del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi (in provincia di Forlì-Cesena, nel versante romagnolo) questa riserva naturale integrale gestita dallo stato è oggi Patrimonio Mondiale dell’Umanità tra le faggete vetuste europee all’interno del sito seriale “Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa“.
  • Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano
  • Parco regionale del Corno alle Scale
  • Parco regionale dell’Alto Appennino Modenese
  • Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola
  • Parco regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna: di notevole importanza biologica in quanto ospita l’unica popolazione nidificante di fenicottero rosa del centro-nord Italia e molteplici specie vegetali tipiche delle zone umide.

Altre aree protette, oltre ai 2 parchi nazionali e ai 14 parchi regionali, sono:

  1. 1 parco interregionale
  2. 17 riserve naturali statali
  3. 14 riserve naturali regionali
  4. 2 aree naturali protette regionali di altra tipologia
  5. Aree marine protette

Sono presenti inoltre siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale.

Fauna


L’Emilia-Romagna, a causa della diversità del territorio regionale, possiede una vegetazione ed una fauna molto viarie.

Gli ambienti infatti, come gli Appennini, la zona collinare, la Pianura Padana, la costa orientale e il delta del fiume Po, rendono la regione molto diversificata.

Il delta del Po, per la grande biodiversità che possiede, è stato nominato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

La fauna è distribuita in modo poco omogeneo, sugli Appennini, ad esempio, sono presenti uccelli come il gheppio o la sterna, ma anche mammiferi come cervi, lepri, volpi, tassi e caprioli.

Nella zona pianeggiante si possono trovare fagiani, lepri e ricci, mentre sulla costa sono presenti un gran numero di uccelli come il gabbiano o il fenicottero.

Altre specie animali si trovano nella zona del Delta del Po, dove abbondano mammiferi tipo la nutria o il castoro, il falco di palude, fenicottero rosa e altri tipi di anatre.

Flora


Per quanto riguarda la flora in Emilia-Romagna, anch’essa è poco omogenea ma molto varia.

Nelle zone montuose si possono trovare boschi misti di latifoglie decidue e conifere come l’abete rosso e l’abete bianco, il pino silvestre, querce, castagni, faggi, tigli, ciliegi, ecc…

Nella zona pianeggiante la vegetazione è invece composta da piccoli boschi, mentre tutta l’area della pianura è quasi completamente occupata da terreni agricoli.

Nella zona costiera si possono trovare pini marittimi, lecci e piante resistenti agli ambienti salini.

Nella zona del Delta del Po sono presenti più di mille specie vegetali di cui quasi la metà acquatiche.

Nelle zone montane e collinari, invece, è molto abbondante la presenza di funghi e tartufi.

Clima


Il clima della regione Emilia-Romagna è prevalentemente di tipo temperato subcontinentale, con estati calde e umide seguite da inverni freddi e rigidi.

In Appennino assume caratteri oceanici, mentre tende al temperato sublitoraneo solo lungo la fascia costiera.

Caratteristiche di questo clima sono la diversità delle temperature fra l’estate e l’inverno, con estati molto calde e afose e inverni freddi e prolungati.

L’autunno è umido, nebbioso e fresco fino alla metà di novembre, fino a scendere con il procedere della stagione oltrepassando anche il valore di 0 °C nei mesi invernali.

La primavera invece è la stagione di transizione, che può risultare mite e piovosa.

Nelle zone prossime all’Appennino Emiliano centro-occidentale si verificano abbondanti nevicate, soprattutto tra novembre e marzo, e anche in aprile.

La stagione più asciutta è l’estate, per questo il regime dei percorsi d’acqua è torrentizio, proprio a causa dell’andamento pluviale alternato a periodi di piene e prosciugamenti.

Fondamentalmente l’Emilia-Romagna presenta tre climi: temperato semi-continentale nel padano, oceanico nel montano appenninico, temperato sublitoraneo nel marittimo.

Evoluzione demografica


Provincie


La Regione Emilia-Romagna si divide in otto provincie e una città metropolitana.

Le principali città e la maggior parte della popolazione residente si trovano in pianura.

Di seguito l’elenco delle provincie della regione:

  • Bologna (con 55 comuni, 1 015 108 abitanti)
  • Ferrara Ferrara (con 21 comuni, 345 691 abitanti)
  • Forlì-Cesena Forlì-Cesena (con 30 comuni, 394 627 abitanti)
  • Modena Modena (con 47 comuni, 705 422 abitanti)
  • Parma Parma (con 44 comuni, 452 022 abitanti)
  • Piacenza Piacenza (con 46 comuni, 287 780 abitanti)
  • Ravenna Ravenna (con 18 comuni, 389 235 abitanti)
  • Reggio Emilia Reggio Emilia (con 42 comuni, 531 891 abitanti)
  • Rimini Rimini (con 25 comuni, 339 437 abitanti)

Città principali


L’Emilia-Romagna è la seconda regione, dopo la Campania, con il maggior numero di città ai primi posti in Italia per popolazione.

Possiede nove comuni, sette città fra le trenta più popolose, e dieci fra le prime cinquanta.

Di seguito un elenco delle dieci principali città con maggior numero di abitanti:

  • Bologna
  • parma
  • Modena
  • Reggio Emilia
  • Ravenna
  • Rimini
  • Ferrara
  • Forlì
  • Piacenza
  • Cesena

Evoluzione


La popolazione della Regione Emilia-Romagna è cresciuta costantemente fino alla metà del XX secolo, poi registrando un calo e nuovamente un incremento negli ultimi decenni.

Secondo i dati Istat, al 31 dicembre 2019, i cittadini stranieri presenti nella regione sono incrementati per numero di abitanti.

Le etnie e minoranze straniere sono così classificate:

  • Romania
  • Marocco
  • Albania
  • Ucraina
  • Cina
  • Moldavia

Lingue


Le lingue diffuse nella regione sono due appartenenti alla famiglia gallo-italica: l’emiliano e il romagnolo.

Entrambi gli idiomi si suddividono in numerose varietà linguistiche locali, i dialetti, e si estendono oltre i confini regionali e nazionali, come nella Repubblica di San Marino.

L’emiliano e il romagnolo, nell’ambito accademico italiano, classificati da autori e linguisti come dialetti romanzi primari, sono indicati come dialetti.

Stemma e Bandiera

Lo Stemma dell’Emilia-Romagna è il simbolo ufficiale di identificazione e onorificenza adottato dalla regione.

Da esso derivano il Gonfalone e la Bandiera, inoltre concorre alla grafica delle diverse versioni del logo, o marchio, regionale.

Lo Stemma è rappresentato da uno scudo banderese costituito da un trapezoide rettangolo di colore verde, con il lato superiore di andamento sinusoidale inserito in campo verde.

Quando necessario, secondo le indicazioni stabilite dal Consiglio regionale, è accompagnato dalla scritta Regione Emilia-Romagna.

La Bandiera riporta al suo interno lo Stemma nella variante con scritta verde Regione Emilia-Romagna e barra rossa su sfondo bianco.

Voci correlate


Collegamenti esterni



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