La vite in botanica (Vitis vinifera)

vigneto

La vite è una pianta da frutto coltivata fin dai tempi del Neolitico, fa parte della categoria dei rampicanti ed è un arbusto della famiglia delle Vitacee.

Il suo frutto è l’uva appartenente alla specie più nota Vitis vinifera, comunemente detta vite europea o vite euroasiatica.

Habitat della Vite

La vite più antica d’Europa è la Versoaln, che si trova in Alto Adige, Italia, tra le specie, distribuite nelle zone del Mediterraneo, la Vitis vinifera cresce e vive spontaneamente in Europa.

La Vitis vinifera si ritiene abbia la sua origine, anche se non del tutto certa, circa 11000 di anni fa, coltivata in Europa, in Medio Oriente e nella regione caucasica.

Alcune specie di origine americana sono prevalentemente selvatiche, mentre quelle di origine asiatica possono essere semitropicali o tropicali.

Le viti americane sono poco sensibili alla fillossera, un parassita che attacca le radici delle specie europee, per questo è importante la sua coltivazione perché utilizzate per il pontinnesto, arbusto su cui innestare le barbatelle dei vitigni, e anche come incrocio con alcune varietà per la produzione di uva.

Dalla Vitis labrusca, e i suoi ibridi con Vitis vinifera, si ottengono vini come il Fragolino o il Clinton che sono prodotti tipici di consumo delle zone fredde ed umide del nord Italia.


Descrizione della Vite

La pianta della vite, essendo rampicante, ha bisogno di sostegni per crescere da cui si attacca mediante i viticci.

Le sue foglie, dette pampini, sono costiutite da cinque lobi principali, più o meno profondi, su una forma di base a cuore, le cui caratteristiche diagnostiche sono molto importanti per il riconoscimento dei vitigni delle varie specie.

La potatura della vite è molto importante, se infatti essa non viene potata può raggiungere larghezze ed altezze notevoli attaccandosi agli alberi, pareti rocciose o coprendo il suolo.

Il suo fusto ha una lunghezza notevole che può superare anche i 10 metri poiché è dotata di un apparato radicale molto sviluppato, da cui si dipartono i rami detti tralci.

I frutti della vite sono bacche, o acini, raggruppati in grappoli, di forma e colore varibile si possono presentare gialli, viola o bluastri.

Un acino d’uva presenta un esocarpo spesso pruinoso, chiamato buccia, un mesocarpo pieno di succo da cui si ricava il mosto, la polpa, ed un endocarpo in cui sono contenuti i semi, detti vinaccioli.

La coltura della vite è sensibile più al clima che al terreno, anche se quest’ultimo ha una grande influenza sulla quantità e, soprattutto, sulla qualità del prodotto finale.

La vite è soggetta alle avversità atmosferiche e fisiche dell’ambiente, agli attacchi dei funghi, di batteri e di insetti.


Coltivazione della Vite

Le varie specie di vite si adattano a qualsiasi tipo di terreno, può essere di tipo argilloso o sabbioso.

La specie Vitis vinifera si adatta benessimo a suoli calcarei e clima secco, e suoli aridi e drenati, l’innesto su ibridi di selvatico americano rende anche la coltivazione su terreni a diversa condizione di pH.

Le altre specie, invece, hanno esigenze diverse di terreno e clima, le americane preferiscono un suolo acido o neutro, in alcuni casi calcareo e a volte con buona resistenza al suolo e clima umido.

Per l’uva da tavola la coltivazione più adatta sono la spalliera, la controspalliera o la pergola.

Per ottenere acini grossi e polposi, l’irrigazione è essenziale, occorre infatti inaffiare in modo crescente a partire dalla fioritura, sospendendo 15 giorni prima della raccolta per evitare che gli acini si spacchino.

  • Le specie selvatiche di origine americana sono:
  • Vitis aestivalis: vite a fioritura tardiva, estiva
  • Vitis labrusca: vite americana il cui frutto ha un gusto selvatico o volpino
  • Vitis riparia
  • Vitis rupestris
  • Vitis berlandieri
  • Specie di origine asiatica:
  • Vitis amurenis: vite dell’Amur

Usi della vite

La viticoltura è l’insieme delle tecniche della coltivazione delle viti dalla quale si produce vino e derivati della vinificazione:

  • Mosto: liquido denso e torbido ottenuto da lavorazioni disgregazione meccanica degli acini
  • Distillati: da cui si ricavano la grappa e acquavite
  • Acido tartarico: un acido organico cristallino bianco per usi agroalimentari
  • Olio di vinaccioli: è un olio alimentare estratto dai semi di uva
  • Polpa di vinacee: utilizzata per l’alimentazione animale
  • Produzione di vino da tavola
  • Produzione di uva passa (uva sottoposta a procedimento di essicazione)
  • Produzione di altre bevande a base di uva
  • Prodotti alimentari come gelatine, confetture e aceto di vino

In medicina ha i suoi benefici, sono utilizzati sia le foglie sia il frutto:

uva frutta

Con le foglie raccolte da maggio ad agosto, ed essiccate al sole, si possono fare infusi per le sue proprietà astringenti, mentre con l’infuso di foglie per uso esterno, può servire per irrigazioni, impacchi e lavaggi. Con le foglie fresche, usate esternamente, si possono curare malattie cutanee.

L’uva, se raccolta quasi a maturazione, ha proprietà rinfrescante, disintossicante, diuretica, depurativa del sangue, idratante, vitaminica, energetica, contro l’alitosi, stimola la digestione, lassativa e antireumatica.

Il succo di uva filtrato, usato esternamente, serve per curare pelli grinzose e come maschera di bellezza, mentre il decotto di uva passa secca ha proprietà emollienti, bechiche ed espettoranti.

Il vino, bevuto durante i pasti e con moderazione, ha effetti diuretici, tonici, digestivi e antianemico, mentre l’uva ben matura, se consumata come frutta da mensa, è utilizzata come cura nelle persone defedate, anziani e bambini colpiti da varie patologie.

In fisioterapia i semi di Vitis vinifera varietà rubra, da cui vengono estratti particolari flavanoli, hanno dimostrato essere antiossidanti, antiradicali liberi, vasoprotettivi, immunostimolanti e, consigliabili, soprattutto nell’insufficienza venosa e nella sindrome emorroidaria.

Nota: la parte commestibile dell’uva, principalmente nelle bucce, varia il contenuto molto in funzione della varietà, data la sua concentrazione relativamente bassa nel vino, è sconsigliato farne uso terapeutico. E’ importante, sempre e comunque, in caso di cure o forme terapeutiche, informarsi e chiedere il parere di un esperto o medico curante.


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