La Lingua italiana introduzione

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L’italiano è considerato la lingua materna dei residenti in Italia ed è la quasi totalità dei mezzi di comunicazione dello Stato Italiano.

E’ la lingua ufficiale dell’Italia ma si utilizza anche nell’Unione Europea, San Miniato, Svizzera, Città del Vaticano e nel Sovrano militare ordine di Malta.


La lingua italiana è inoltre utilizzata, a livello regionale, in alcune aree di Croazia e Slovenia, ed è diffusa nelle comunità di emigrazione italiana.

Storicamente l’italiano è una lingua basata sul fiorentino letterario usato nel Trecento, ed è una delle lingue più studiate nel mondo.

Cenni storici della Lingua italiana


L’italiano deriva dal latino volgare parlato in Italia nell’antichità romana e trasformatosi nel corso degli secoli.

Il latino


Il latino letterario era adottato da scrittori classici e dai ceti socialmente più rilevanti e più colti.

Con la caduta dell’Impero romano, il latino scritto diviene una lingua amministrativa e scolastica.

Il latino parlato si fonde invece con i dialetti popolari dando vita alle lingue neolatine, tra cui l’italiano.

Medioevo


Le parlate della lignua si svilupparono in Italia durante il Medioevo come volgari italiani e non ancora come lingua italiana.

Uno dei primi casi di diffusione è la poesia della Scuola siciliana scritta in siciliano ‘illustre’ da diversi poeti nel Duecento, nell’ambito della corte imperiale.

Alcuni di questi tratti linguistici vennero adottati anche dagli scrittori toscani delle generazioni successive, mantenendosi nei secoli nella lingua poetica, e non, italiana.

Il fiorentino


L’italiano discende in sosatnaza dal volgare fiorentino per il quale gli storici lo descrivono già come ‘italiano antico‘ e come ‘volgare fiorentino‘.

Successivamente questo modello di lingua parlata viene codificata da letterati non fiorentini e usato come lingua comune per la scrittura in tutta Italia, a partire dalla seconda metà del Cinquecento.

La svolta della lingua italiana arriva nel periodo del Risorgimento, in particolare dal Manzoni che elevò il fiorentino a modello nazionale linguistico con la pubblicazione, nel 1842, de I Promessi Sposi, divenuto il testo di riferimento della nuova prosa italiana.

Moderna


In seguito, con l’unificazione politica, la mobilitazione e il mescolamento degli uomini durante la Prima Guerra Mondiale, e con la diffusione delle trasmissioni radiofoniche, si ebbe una diffusione graduale dell’italiano.

La sua diffusione, in particolare nel Novecento, è strettamente collegato all’età dei parlanti.

Oggi, l’uso dell’italiano, è generalizzato nei mezzi di comunicazione di massa, quali giornali, radio, cinema e televisione.

Forme dell’italiano


La lingua italiana usa come forma di scrittura l’alfabeto italiano costituito da 21 lettere, al quale si aggiungono altre 5 lettere straniere con cui forma l’alfabeto latino.

  • Il lessico della lingua, descritto da numerosi dizionari che includono circa 160.000 parole in uso, è l’insieme delle parole della lingua stessa con i loro significati.
  • La morfosintassi dell’italiano possiede un ricco sistema verbale e hanno un ordine tipo: Soggetto, Verbo, Oggetto.
  • I nomi sono di due generi, maschile e femminile, e di due numeri, singolare e plurale, e insieme agli aggettivi e articoli si flettono e si accordano per entrambe le categorie.
  • Il verbo è coniugato per modo indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio e gerundio; Per tempo presente, imperfetto, passato remoto, futuro, passato prossimo, trapassato prossimo, futuro anteriore e trapassato remoto; Per diatesi, attiva, passiva e riflessiva; Per persona e numero, anche genere nel participio passato.
  • I pronomi soggetto spesso sono omessi poiché sono espressi dalla coniugazione verbale.

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