Protostoria

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La Protostoria è il periodo che segue la Preistoria compreso tra la prima metà del IV millennio a.C. e l’inizio pressapoco del XII secolo a.C.

Periodo di tempo nel quale un certo popolo non ha ancora sviluppato l’invenzione della scrittura.



Protostoria definizione


Il termine Protostoria deriva dal greco protos (primo) e Historia (storia), ed è la fase intermedia tra la Preistoria e la Storia vera e propria.

Essa può svolgersi in un momento indifferente da quello di un altro luogo, di un popolo a differenza di un’altro.

Così, la Protostoria, può variare sia in termini di luogo, città e periodo, come ad esempio in Egitto e Mesopotamia il cui periodo protostorico non può andare oltre la seconda metà del III millennio a.C.

In Europa, come nel Mediterraneo, la Protostoria viene retrodatata all’Età del rame avanzata.

Per estensione il termine, tuttavia, si può utilizzare anche per indicare l’inizio di un periodo in termini culturali.

Periodi della protostoria


In sintesi la Protostoria finisce con l’invenzione della scrittura, mettendo fine alla Preistoria dando inizio alla Storia vera e propria.

I periodi dell’epoca protostorica comprendono: l’Età del rame, l’Età del bronzo e l’Età del ferro:

L’Età del rame


3500 a.C. inizia l’epoca della metallurgia.

La prima civiltà dei metalli comincia con l’uso dell’oro a scopi ornamentali e prosegue con l’Età del rame.

In quest’epoca avvengono anche la domesticazione del cavallo e l’invenzione della ruota.

L’Età del bronzo


L’uomo impara a formare una lega del rame con lo stagno ottenendo così il bronzo.

L’epoca del bronzo durerà fino all’inizio dell’Età del ferro, circa 1200 a.C.

L’Età del ferro


Le prime civiltà idrauliche, sorte sui grandi fiumi circa 3000 a.C., pianificavano e controllavano le acque portando uno sviluppo dell’economia agricola.

In ambiente egeo, la fine di dell’Età del bronzo, è invece posta intorno al 1100 a.C, in Italia verso il 1000 a.C.


Protostoria in Italia


La protostoria italiana corrisponde all’Età dei metalli, il periodo che va dall’Età del rame, passando per l’Età del bronzo, fino all’Età del ferro.

Durante questo lasso di tempo, nel territorio italiano si svilupparono numerose culture, tra le quali la cultura di Ramedello, del Rinaldone e del Gaudo.

Cultura di Remedello


Secondo gli studiosi, la Cultura di Remedello si sviluppò in quel che oggi è la Pianura Padana, del Rinaldone in Toscana e alto Lazio, del Gaudo in Campania.

Le testimonianze più significative dell’uomo nell’Età del bronzo sono state trovate in:

  • Sardegna, civiltà nuragica;
  • Liguria;
  • Lombardia, con le incisioni rupestri della Valcamonica;
  • Pianura Padana, con la cultura di Polada, Terramare;
  • Friuli-Venezia Giulia;
  • Italia centro-meridionale, con la cultura appenninica.

Cultura dei campi di urne


Nella tarda Età del bronzo appaiono in Italia nuove forme culturali come la Cultura dei campi di urne sviluppatasi nell’Europa centrale.

Fra quelle più importanti, nate in Sicilia nel corso dell’Età del bronzo, si possono citare le culture di Castelluccio e di Thapsos, originatesi nella parte sud-orientale dell’isola.

Cultura megalitica


In Sardegna, e poi in Corsica meridionale, si svilupparono le civiltà nuragica.

Sono chiamate così per le caratteristiche torri nuragiche che costituivano le sue vestigia più eloquenti, frutto dell’evoluzione della cultura megalitica.

Cultura di Polada


La cultura di Polada, nelle vicinanze di Brescia, fu un orizzonte culturale esteso dalla Lombardia orientale e il Veneto fino all’Emilia Romagna.

Cultura Terramare


Un’altra importante cultura del Nord Italia, fu quella Terramare che rappresenta la colonizzazione dei territori a sud del Po.

Cultura Appenninica


La cultura appenninica era una cultura della media Età del bronzo.

Divisa in tre fasi, essa si estendeva in tutto l’arco appenninico, abbracciando gran parte dell’Italia centrale e meridionale.

Le tre fasi sono: Proto-Appenninica, Appenninica e Sub-Appenninica.

La Cultura dei Castellieri si sviluppò a Istria nell’Età del medio bronzo, espandendosi successivamente in Friuli Venezia Giulia, Dalmazia e zone limitrofi.

La Cultura Protovillanoviana, durante la fase finale dell’Età del bronzo, rappresenta le prime popolazioni italiche nella penisola italiana.

La Cultura di Canegrate si sviluppa a partire dall’Età del bronzo media fino all’Età del ferro nella Pianura Padana in Lombardia occidentale, in Piemonte orientale e in Canton Ticino.

La Cultura di Luco-Melino ebbe origine tra l’Età del bronzo e l’Età del ferro in Trentino e parte dell’Alto Adige.

L’Età del Ferro in Italia


L’Età del ferro, in Italia, è contraddistinta da numerosi aspetti culturali come la Cultura di Golasecca, che si sviluppò nella Pianura Padana prendendo il nome dell’omonima località.

  • Testimonianze dell’uomo nell’Età del ferro sono:

La civiltà camonica preistorica ebbe la sua massima fioritura nel corso dell’Età del ferro, le cui numerosissime incisioni rupestri sono di grandissimo interesse storico.

In Veneto si sviluppò la civiltà atestina, che ebbe come maggiore centro la città di Este.

Durante l’Età del ferro succedette la Cultura protovillanoviana nel territorio Toscano e nel Lazio, Emilia Romagna, Marche e alcune aree della Campania.

La cultura laziale, che diede origine all’ethnos latino, una pratica funeraria che prevedeva la cremazione del defunto, le cui ceneri venivano deposte in urne a forma di capanna, si diffuse nel Lazio centro-meridionale a sud del Tevere.

La cultura di Terni, tra la tarda Età del bronzo e la prima Età del ferro, si diffuse in Umbria sud-orientale.

La civiltà picena interessò tutto il territorio delle attuali Marche e dell’Abruzzo settentrionale, le cui testimonianze sono ricche e fortemente caratterizzate nell’arte figurativa.

La cultura delle tombe a fossa era estesa a gran parte dell’Italia meridionale tirrenica e parte di quella centrale, e deve il suo nome alle sepolture ad inumazione.

La cultura apula, dell’Età del ferro originatosi in Puglia, è famosa per le sue ceramiche decorate in stile geometrico.


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