Perché i Pipistrelli in Italia sono a rischio d’estinzione?

Pipistrello

Sullo stato di conservazione dei pipistrelli sembra che la loro popolazione in Europa sia in aumento mentre in Italia metà della loro specie è a rischio di estinzione.

I pipistrelli sono animali importanti definiti bionindicatori, lo studio secondo il quale si basano questi dati farebbe parte del primo studio unificato dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) e rilevati in diverse zone d’Europa.

L’Italia non rientra nei dati perché, come ha spiegato Danilo Russo docente di Conservazione della natura all’Università Federico II di Napoli, non ha dati quantitativi sufficienti, non esiste un monitoraggio condotto secondo i criteri dello studio europeo su scala nazionale”.

I pipistrelli fanno pochi figli, circa uno all’anno, e sono animali longevi, vivono infatti fino circa a 41 anni.

Lo studio dell’Aea per questo ha un valore importante, i cui risultati derivano da colonie di 16 delle 45 specie di pipistrelli europei, basati sulle osservazioni in 6.000 siti di ibernazione.

Secondo dati recenti, basato su 35 specie, una di queste in Italia è già estinta, si tratta del rinolofo di Blasius, mentre circa la metà sarebbe a rischio più o meno grave di estinzione, tra cui la Nottola gigante.

Tra le diverse specie a rischio, ce ne sono alcune come il Barbastello, che si rifugia nelle cavità degli alberi, il Verspertilio di Capaccini, che abita nelle grotte, e altre come il rinolofo minore che trascorre parte del suo ciclo vitale rifugiandosi negli edifici.

Pipistrello

Tra i molteplici problemi della sopravvivenza dei Pipistrelli, è soprattutto l’ambiente e l’alterazione che produce l’uomo sull’ecosistema.

A detta di ciò è la prima minaccia anche a livello mondiale in quanto, su diverse osservazioni di colonie un tempo numerose, avrebbero subito un declino più o meno forte, mentre in alcune specie sono addirittura sparite.

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