Aree naturali della Lombardia

Le aree naturali protette della Lombardia sono vincolate dalla legislazione nazionale e ricoprono il 2,93% del territorio, mentre quelle che seguono la legislazione regionale sale del 22,1%.

Con l’introduzione di concetti innovativi nella tutela del territorio, sono stati istituiti parchi fluviali, parchi agricoli, e parchi locali.

Le aree protette lombarde sono: 24 parchi regionali su 26, 65 riserve e 30 monumenti naturali, oltre al Parco nazionale dello Stelvio, per un totale del 29% di aree protette regionali.

La flora e la fauna sono principalmente nelle zone di montagna dove, a differenza della pianura, la presenza dell’uomo è meno evidente.

Sulle montagne della Lombardia si possono trovare liberi lupi, stambecchi, cervi, caprioli, camosci, lepri, tassi, volpi, galli forcelli, francolini di monte, ermellini e marmotte.

La Lombardia inoltre condivide con la Svizzera il sito del Monte San Giorgio, inserito nel patrimonio mondiale dell’umanità per l’eccezionale valore paleontologico dei depositi fossiliferi che si trovano nelle rocce della montagna.


Idrografia della Lombardia

La Lombardia è una delle regioni più ricche d’acqua in Italia, per questo la sua idrografia è molto complessa.

Nella regione vi si trovano lunghi e importanti fiumi, grandi laghi glaciali, torrenti di montagna, laghetti alpini, laghi artificiali, torrenti che si originano dalle colline moneriche e canali irrigui e navigabili.

La quasi totalità delle acque lombarde appartiene al bacino del fiume Po, mentre i laghi di grandi e piccole dimensioni, costellano tutta la regione.

  • I laghi principali sono:

Il Lago di Garda (o Benaco), di origine glaciale, è il più grande d’Italia con una superficie di 370 km quadrati, profondo 346 metri è lungo 51,6 km.

La sua grande quantità d’acqua del lago di Garda ha effetti significativi sul clima locale a tal punto che si coltivano olivi, limoni e cedri, tipici del clima mediterraneo.


Il Lago Maggiore (o Verbano) ha una superficie di 212 km quadrati, un’estensione di 50 km, una larghezza che va dai 2 ai 4,5 km e una profondità massima di 372 m.


Il Lago di Como (o Lario) è caratterizzato da una forma a Y rovesciata, con la punta di Bellaggio che segna la separazione in due rami.

Completamente scavato nella cerchia prealpina, il lago si snoda per 46 km, è largo circa 4,3 km e ha una superficie di 146 km quadrati. E’ il primo in Italia come sviluppo perimetrico (170 km) e il quinto in Europa come profondità (410 m).


Il Lago d’Iseo (o Sebino) ha la forma di una S, con una superficie di 65,3 km quadrati e una profondità massima di 251 m. Vi è situata l’isola lacustre più grande d’Europa: Monte Isola che si estende per 4,3 km quadrati.


Il Lago di Lugano (o Ceresio) entra in Lombardia a Porto Ceresio, Valsolda e Porlezza.


Il Lago d’Idro (o Eridio), anch’esso di origine glaciale, situato nella Provincia di Brescia ai confini con il Trentino a 368 metri sul livello del mare, è formato dalle acque del fiume Chiese che ne è anche l’emissario.


Il Lago di Varese, che ha una superficie di circa 14,9 km quadrati e la cui profondità massima è di 26 m.


I fiumi e torrenti lombardi

I fiumi e i torrenti che passano la Lombardia sono centinaia, il più rilevante è il fiume Po, che con i suoi 652 km è il più lungo d’Italia.

Il Po, per un lungo tratto, costituisce il confine meridionale della regione, scorrendo interamente nelle provincie di Pavia e Mantova.

Gli altri fiumi provengono invece dal versante alpino della Pianura Padana e sono tutti affluenti del Po, infatti, il territorio lombardo, è quasi interamente compreso nel bacino idrografico del principale fiume italiano.

La scarsa estensione del territorio a sud del Po, la regione è completamente priva di fiumi appenninici.

Il fiume più lungo, con 313 km, è l’Adda, che nasce in Val Alpisella, attraversa l’intera Valtellina e si immette nel Lago di Como, riuscendone dal ramo di Lecco per ricevere due grossi affluenti: il Brembo e il Serio, prima di affluire nel Po nei pressi di Castelnuovo Bocca d’Adda.


Il Ticino è il maggiore fiume lombardo, dopo il Po, per portata, ma dei suoi 248 km solo 110 sono in territorio lombardo, e sono in gran parte condivisi con il Piemonte.

Il Ticino nasce nello svizzero canton Ticino e successivamente si getta nel Lago Maggiore, uscendone a Sesto Calende, al confine tra Piemonte e Lombardia, e in quest’ultima non riceve affluenti, e gran parte delle sue acque vengono imbrigliate in una serie di canali artificiali.


Il fiume Mincio è l’emissario del Lago di Garda, che con quest’ultimo e l’emissario Sarca può essere considerato parte di un unico sistema fluviale: Sarca-Mincio.

Il Mincio è un fiume placido e paludoso, con i suoi 75 km, che scorrono quasi tutti in Lombardia, presso la città di Mantova si allarga in una serie di laghi per raggiungere il Po poco più a valle.


Il fiume Oglio è interamente lombardo, lungo 280 km nasce sopra Ponte di Legno, in Val Camonica, percorre l’intera vallata fino a confluire nel Lago d’Iseo, dal quale esce a Sarnico percorrendo la pianura dove, come l’Adda, riceve due grossi affluenti: la Mella e il Chiese. Dopodiché sfocia nel Po.


Olona e Lambro sono entrambi affluenti del Po, provengono dalle Prealpi lombarde solcando poi le valli e raggiungendo Milano e scorrendo infine nella campagna pavese e lodigiana, fino a raggiungere il Po.

Il fiume Olona è indicato anche come ‘Olona settentrionale’ per l’omonima con un altro Olona, che nasce a Bornasco e che sfocia nel Po dopo aver attraversato la provincia di Pavia.

Questo secondo Olona, a sua volta, viene designato come ‘inferiore‘ o ‘meridionale‘, la cui omonimia non è di origine imitativa o etimologica, ma è douta al fatto che originariamente si trattava di due tronconi dello stesso fiume, deviato dagli antichi Romani nel suo tratto superiore verso Milano.


Alcuni dei fiumi lombardi non confluiscono nel Po, vi sono infatti cinque grossi subaffluenti, tre dei quali appartengono al bacino dell’Adda (Brembo, Serio, Mera) e due a quello dell’Oglio (Mella, Chiese).

Altri fiumi sono: Agogna, Terdoppio, Fiumelatte, uno dei fiumi più corti del mondo.

La Lombardia risulta tributaria anche del Reno e del Danubio grazie a due piccole valli poste al confine nord.

In Provincia di Sondrio si trova la valle di Livigno che è attraversata dal fiume Spöl, anticamente chiamato Aqua Granda, affluente dell’Inn, che è sua volta uno dei più importanti affluenti del Danubio.


I Torrenti lombardi

Oltre a numerosi fiumi, in Lombardia esistono anche molti torrenti che si dividono, in base alla loro sorgente, in due gruppi:

  • i torrenti che nascono e scorrono in montagna
  • i torrenti che nascono dalle colline moreniche della Lombardia Nord-Occidentale interessando poi anche l’Alta Pianura Padana.

I torrenti che nascono dalle colline hanno molte volte una portata minore dei torrenti alpini, ma che tuttavia hanno un regime più costante e una maggiore lunghezza.

I maggiori torrenti che nascono dalle zone collinari sono:

Seveso
Lura
Merlata
Mussa
Bevera di Molteno
Lanza

Bevera
Arnetta
Cherio
Staffora
Coppa
Versa

Tra questi torrenti quelli maggiori sono il Seveso, che bagna Milano, il Cherio, che forma il Lago di Endine, e la Staffora che attraversa l’Oltrepò Pavese.


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