• ABCSapere è un progetto libero rivolto a tutti e consultabile liberamente sul Web. L’obiettivo è il raggiungimento di informazione a livello globale incoraggiando le persone a comprendere e ad avere opinioni diverse.

Caratterisitche della Formica

La formica è un insetto imenottero la cui specie è differente a seconda delle zone del Pianeta, mostrando la massima diversità dovuta al tipo di clima.

Sono insetti sociali in grado di costruire la struttura della loro colonia e un’organizzazione sociale efficente, a seconda della specie.

Esistono oltre 16.000 specie di formiche classificate in 472 generi e 20 sottofamiglie, di cui tre estinte.

Le specie più note sono diffuse nelle aree a clima temperato, ma si distinguono in varie forme anche nelle zone a clima tropicale come l’America del Sud, l’Africa e l’Australia orientale.

Di varie dimensioni e in organizzazione, a seconda della specie, vi è una classe riproduttiva costituita dalle regine e dai maschi, e una lavorativa costituita da femmine attere e sterili, dette operaie.


Morfologia della formica

Le formiche sembrano essere apparse sulla Terra tra 140 e 168 milioni di anni fa evolvendosi dalle vespe solitarie.

Il fossile più antico ritrovato testimonia l’esistenza di una specie, nel tardo Cretaceo, con molte caratteristiche fisiche vespoidali.

Oggi le specie più antiche ancora esistenti appartengono ai generi Amblyopone e Proceratium, mentre la specie più primitiva che conserva una struttura tipica delle prime specie comparse sia Prionomyrmex macrops.

Le caratteristiche generali della formica sono tipiche degli altri insetti, hanno il corpo diviso in capo, torace e addome, sei zampe, apparato boccale masticatore con robuste mandibole e antenne genicolate.

Tra il torace e l’addome hanno un restringimento derivato dalla modificazione strutturale dei primi due uriti del gastro, nodulare o squamiforme, che prendono il nome di peziolo e post-peziolo.

La formica è generalmente di colore nero, ma ve ne sono molte che variano dal rosso all’arancione al giallo e al verde.

Le antenne sono costituite da una parte basale, costituita dallo scapo e dal pedicello, e una flessibile detta funicolo, costituita da una serie di segmenti il cui numero varia a seconda delle specie.

Le formiche femmine feconde, le cosiddette regine, sono più grandi delle operaie sterili, e in alcune specie possono raggiungere anche i 6 cm.

La femmina feconda è più grossa rispetto ai maschi, possiede gli ocelli e le ali che però cadono dopo l’accoppiamento.

I maschi sono in genere piccoli e provvisti di ali, hanno occhi e ocelli molto sviluppati, il torace più grande e le tre paia di zampe sono piccole.

Le formiche operaie hanno un capo grosso e robusto, mandibole forti ma meno sviluppate di quelle dei soldati, occhi piccoli, antenne formate da undici o dodici segmenti o anche meno, e in quasi tutte le specie sono prive di ocelli.

Il senso più sviluppato è l’olfatto che si trova nelle antenne e serve per percepire le sensazioni più comuni e utili alla vita.

Alla base delle mandibole sboccano i condotti di particolari ghiandole poste nel capo e secernenti una sostanza che, mescolata a legno triturato, forma il cartone utilizzato da alcune specie per costruire il nido.

L’apparato digerente delle formiche comprende due espansioni a sacco, dette ingluvie e ventriglio, nel primo vengono accumulate le sostanze alimentari, e solo una piccola parte passa nel ventriglio e viene digerita e assimilata.

Il resto del cibo contenuto nell’ingluvia viene rigurgitato e dato come cibo agli altri componenti della società.

Nell’ultima porzione dell’addome sboccano le ghiandole del veleno contenente acido formico e altre sostanze tossiche o irritanti, o, in altre specie, scpeciali ghiandole anali secernenti una sostanza odorifera contenente acido butirrico, sostanze odorose e ripugnanti che sono schizzate lontano per difesa o offesa.

In alcune specie sul peduncolo e all’inizio dell’addome, sono posti gli organi stridulanti che, per sfregamento, emettono deboli suoni.


Come si riproducono le formiche

La regina, in una colonia consolidata, depone annualmente delle uova che genereranno delle formiche alate, maschi e femmine che sciameranno e formeranno nuovi formicai.

Dopo l’accoppiamento i maschi moriranno, mentre le femmine perderanno le ali e deporranno le uova per la formazione della nuova colonia per tutta la vita.

Le formiche sono caratterizzate da un particolare meccanismo di determinazione del sesso, detto aplodiploidia. Le femmine si sviluppano a partire da uova fecondate dette anfigoniche, mentre i maschi nascono da uova non fecondate dette partenogeniche.

Per regolare la fecondazione delle uova, la regina sfrutta una sacca particolare posta nella parte posteriore dell’addome detta spermateca.

Gli organi riproduttivi delle formiche operaie sono atrofizzati, anche se hanno la possibilità di deporre uova partenogeniche dette trofiche.

Le uova delle operaie generalmente vengono offerte alle larve come cibo, in alcune specie le operaie, in casi estremi, escono dal nido e formano nuove colonie deponendo le uova trofiche, che si sviluppano in femmine.

In altre specie di formiche operaie possono riprodursi anche anfigonicamente, in questo caso prendono il nome di gamergati.


Ciclo vitale della formica

Il ciclo di vita delle formiche si sviluppa in quattro stadi in circa sei settimane: uova, larve, pupa e adulto.

La sua metamorfosi è completa, si sviluppano dentro un formicaio costruito nella terra suddiviso in stanze in più piani, ognuna con la sua utilità.

Le uova sono tenute in una stanza in piccoli gruppi fino a diventare larve, simili a piccoli vermi, tenute anch’esse in piccoli gruppi le più grandi vengono separate.

Nella fase di larva si nutrono di insetti fino alla fase successiva, la pupa, in cui appare adulto e viene assistito dalle altre formiche.

Inizialmente la formica non ha colore, solo nei giorni successivi il suo corpo assume l’ombra corretta a seconda della specie. Ora la formica non cresce più.

Una volta diventata formica e preso il ruolo spettante, l’aspettativa di vita dipende appunto dal suo ruolo all’interno della vita sociale delle formiche.

Le operaie vivono mediamente circa 3-5 anni, mentre le formiche più piccole vivono poco più di quelli grandi, quindi quelle che vivono meno sono gli individui che si prendono cura delle formiche e delle larve e a svolgere il lavoro all’interno del nido.

I maschi vivono circa 2-3 settimane poiché svolgono la funzione di fecondazione della femmina, dopo aver svolto il loro ruolo muoiono contemporaneamente o vengono uccisi dai loro compagni.

La vita di una formica può giungere fino a vent’anni, il più grande periodo è quello dell’utero, ex femmina fertilizzata dopo aver morso le sue ali.

Le formiche sono insetti il cui ciclo vitale è completo, dall’uovo all’adulto, hanno una struttura cerebrale complessa e svolgono in natura un ruolo importante.


Le formiche e l’uomo

La vita sociale di questi insetti dovrebbe essere presa come esempio dall’uomo, tra le varie specie rivestono ruoli importanti, tuttavia esse sono dannose all’uomo perché favoriscono la diffusione di insetti dannosi come gli afidi.

La lotta contro le formiche è difficile, per eliminarle occorre sopprimere le regine, cosa assai difficoltosa perché raramente queste escono all’aperto.

L’uomo da sempre ha reso le formiche protagoniste di molte opere letterarie, una tra le più famose è ‘La cicala e la formica‘ di Esopo, scritta tra il 620 a.C. e il 540 a.C., film come ‘Z la formica‘, A Bug’s Life, Ant-Man e altri.

In cucina le formiche e le loro larve sono considerate un cibo prelibato in alcuni paesi del sud est asiatico:

  1. Le larve vengono raccolte scuotendo i nidi dentro un cesto di vimini e in seguito separando le larve dalle operaie.
  2. Le larve vengono mangiate crude oppure utilizzate per cucinare delle frittate, mentre le operaie vengono utilizzate al posto del limone nelle insalate a causa del loro sapore aspro dovuto all’acido formico.

In Columbia, le regine di Atta laevigata, una delle più grandi specie delle formiche taglia foglie, vengono catturate e strappate le ali, poi vengono bollite in acqua salata e successivamente arrostite.


  • Voci Correlate

Se ti è piaciuto l’articolo Condividilo sul tuo Social preferito o fallo sapere a qualche amico. Se vuoi ricevere le ultime novità iscriviti alla Newsletter

Rispondi