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Cosa provoca la sensibilità dei denti?

Denti sensibili

La sensibilità è il disturbo ai denti più comune, di fatto interessa il 57% delle persone tra i 20 e i 50 anni con una leggera predilizione per il sesso femminile.

I denti più colpiti sono i molari e i premolari, probabilmente perché si trovano in zone della bocca più difficili da raggiungere con lo spazzolino.

Anche gli incisivi possono essere interessati dalla sensibilità causando dolore anche solo inspirando aria dalla bocca.

Diversi studi hanno mostrato come i denti sensibili siano un problema in costante crescita nella popolazione mondiale.

E’ un fenomeno legato in parte al maggior numero di interventi che vengono effettuati e che possono comportare danni allo smalto.

Ciò è dovuto anche al culto del sorriso perfetto e dei denti bianchi che spinge molte persone a ricorrere a frequenti trattamenti sbiancanti “fai da te”, il cui effetto è quello di rovinare lo smalto e aumentare il rischio di ipersensibilità.

Altri fattori che causano denti sensibili

Il naso chiuso e le riniti allergiche sono un ulteriore fattore di rischio per la sensibilità dei denti, inspirare aria dalla bocca e non dal naso contribuisce ad asciugare la bocca, questo comporta un maggior rischio di demineralizzazione dello smalto dei denti.

Il fenomeno è evidente anche in coloro che hanno il vizio di russare durante le ore notturne in quanto possono accusare sensibilità ai denti specialmente subito dopo il risveglio, oppure in chi prende farmaci che hanno come effetto collaterale la xemosfonia, cioè la secchezza delle fauci.

A causare la xemosfonia possono essere i farmaci antidepressivi, gli antipsicotici, gli antistaminici, i sedativi e gli antiipertensivi.

Nel caso in cui sia necessario fare uso di queste medicine, è sempre opportuno chiedere consiglio al dentista prima che la sensibilità ai denti si manifesti, in modo da prevenire il disturbo con le precauzioni migliori.


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