La discriminazione al lavoro una realtà ancora esistente

La discriminazione al lavoro, con le sue istituzioni e leggi, è purtroppo una realtà ancora esistente.

Gli atti discriminatori rimangono all’accesso all’occupazione soprattutto per quando riguarda l’età.


Le aziende, come requisiti, scelgono generalmente le competenze tanto che più cinquantenni trovano difficoltà nel ricollocarsi nel mondo del lavoro.

La disoccupazione è un dato di fatto sempre più evidente, e al contrario di quanto si pensi, l’età è uno dei fattori importanti per le aziende.

Oltre alle competenze, la cittadinanza italiana è spesso un altro requisito richiesto, e a questo proposito le leggi comunitarie sono ben precise.

Per le categorie più svantaggiate, tuttavia, si dovrebbe sensibilizzare le modalità di accompagnamento all’impiego.

Nel mondo del lavoro le categorie svantaggiate, come disabili, stranieri e altre categorie, dovrebbero essere aiutate nella ricerca di un impiego adeguato alle loro possibilità.

Le imprese disposte ad assumerli e i cosiddetti ‘svantaggiati‘, dovrebbero in qualche modo essere messi in contatto diretto.

Per eliminare le barriere, facendo il punto della situazione, le istituzioni stesse dovrebbero incentivare le imprese dando loro la possibilità, anche ai discriminati, aziende ed amministratori, di formare nuovi progetti e responsabilità sociali.


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