Il Temporale in meteorologia

Il temporale è un fenomeno atmosferico, che in metereologia è quel ramo che studia i fenomeni fisici che avvengono nell’atmosfera terrestre e responsabili del tempo atmosferico.

Il temporale è accompagnato spesso da fulmini, vento e precipitazioni sotto forma di rovescio: la pioggia.



Il temporale

Temuto e venerato fin dai tempi antichi, il temporale è uno dei fenomeni atmosferici estremi della natura.

Anticamente le divinità per i fenomeni naturali venivano raffigurati con figure di idoli come quella del dio temporale.

Oggi, grazie alla conoscenza scientifica e alle moderne apparecchiature, si è scoperto che il temporale non è che una nube plumbea associata generalmente a precipitazioni a prevalente carattere di rovescio e/o vento.

Ma il temporale esercita un suo fascino, tanto che alcuni appassionati ne tendono ad osservare e studiare tale fenomeno.

A partire dalla metà del XX secolo, in America, nasce la ‘strorm chasing‘, l’attività di caccia ai temporali svolta dagli appassionati e studiosi, e che grazie alla quale è stato possibile comprendere a fondo i meccanismi che producono e mantengono in vita i temporali.

Grazie a tale attività si è quindi scoperto come e perché alcuni di essi hanno una maggiore potenza distruttrice, e altri fenomeni associati.


Com’è fatto il temporale

Il temporale è formato da un insieme di nubi di vasta estensione volumica, il cumulonembo, e di altri fenomeni atmosferici ad esso associati.

Il cumulonembo è una nube a sviluppo verticale che si forma per il sollevamento di grandi masse d’aria calde, causate da diversi fattori, e umide in atmosfera instabile.

Con il sollevamento l’aria si raffredda e il vapore acqueo in essa contenuto, raggiunta la saturazione, condensa iniziando a sviluppare la nube.

All’interno della nube sono presenti correnti convettive ascensionali molto violente e forte turbolenza e le gocce d’acqua si uniscono per coalescenza originando, al superamento per gravità della forza ascensionale, pioggia o anche grandine se vengono trascinate a lungo all’interno della nube da tali correnti.

Al di sotto del cumulonembo si formano forti ascendenze al centro e forti discendenze ai lati, provocando così un forte vento che solleva visibilmente la polvere e precede la pioggia.

Al momento in cui inizia la pioggia il moto si inverte, ovvero si hanno discendenze al centro e ascendenze al margini.

Quando il cumulonembo raggiunge la fase di maturità o pieno sviluppo, in cima si trova una caratteristica incudine che si forma quando l’aria in ascesa incontra la tropopausa, cioè lo strato di atmosfera che separa la troposfera, in cui avvengono i fenomeni meteorologici, dalla stratosfera che è stabile.

La caratteristica forma a incudine è dovuta alla costanza dell’andamento termico che caratterizza la tropopausa che inibisce l’ulteriore ascesa della massa d’aria instabile all’origine della genesi del cumulonembo.

La nube, a tali quote, è composta da cristalli di ghiaccio e appare sformata, inoltre il temporale, a causa delle correnti calde o fredde nella formazione di cumulinembo, scarica solamente il suo potenziale elettrico, ma non lascia cadere la pioggia a causa del vento che sposta velocemnete le nuvole, e che può difficilmente accadere il contrario.

  • Il temporale è quindi composto da:

cumulo vero e proprio associato a fenomeni
incudine di cirri
eventuali ‘mammatus’ visibili alla base dell’incudine

Un temporale è alimentato in genere da più cellule convettive: temporale multicellulare-durata media 1 ora- 3 celle circa.

I temporali possono anche essere con una sola cella, monocellulari, o una sola grande cella in rotazione, supercella.

Sia monocellulari che supercella sono molto pericolosi in quanto possono portare alla formazione di tornado.

Nei temporali multicellulari la zona più attiva della nube è in continuo spostamento e quindi l’intensità delle precipitazioni varia a intervalli irregolari, permettendo anche una maggiore durata della nube.


Tipologie dei temporali

  • Temporali frontali: quando in una perturbazione è presente il fronte freddo
  • Temporali convettivi: si formano per la risalita di aria calda dal suolo, riscaldato dal sole.
  • Temporali orografici: l’aria che risale un pendio di montagna, se abbastanza umida, può generare delle nubi anche temporalesche con conseguenze simili alle precedenti.

Fasi del temporale

Sviluppo: quando il sole riscalda il suolo provoca delle risalite di aria calda, se in quota è presente dell’aria fredda e secca ed instabile avvengono le condizioni per la nascita di un cumulo di grandissime dimensioni, in cui l’aria calda in risalita prevale su quella fredda in discesa.

Maturità: il cumulo diventa cumulonembo perché ha raggiunto dell’aria stabile quindi non può più salire ma si espande orizzontalmente (incudine). Coesistono in quota cristalli di ghiaccio e gocce di acqua. Vi sono due correnti ben distinte, una fredda e una calda.

Dissipazione: l’aria fredda, accompagnata dalle precipitazioni, discendente, prevale sulla calda. Il temporale si scarica e perde vigore, successivamente sparisce e al suo posto rimangono dei cumuli, degli altocumuli, dei cirri.

  • Fenomeni secondari:

Prima e durante un temporale è possibile osservare alcuni fenomeni che a volte possono anticipare la comparsa stessa del fenomeno temporalesco:

Aumento dell’umidità nell’aria con la seguente brusca diminuzione della pressione atmosferica.
Formazione di un vento freddo, più o meno intenso, al suolo, in genere dovuto a discese d’aria convettive.
Come conseguenza di quanto sopra può avvenire una diminuzione, più o meno intensa, della temperatura al suolo.
Comparsa di fulmini, o talvolta solo tuoni, rilevabili con una radio AM sotto forma di interferenze facilmente riconoscibili.
Calo più o meno vistoso della luminosità dell’atmosfera.


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