Il tipo introverso e il tipo estroverso quali sono le differenze?

tipo introverso e tipo estroverso

In psicologia l’introverso e l’estroverso sono tipi strettamente differenti tra loro, soggettivamente presentano entrambi impressioni caratterialmente disuguali.

Entrambi i soggetti assumono quindi una soggettività meccanica, conscia o inconscia, penetrabili o non, come azione abituale di vita.

Il tipo introverso

Per il tipo introverso è molto importante prima di tutto l’impressione soggettiva che ha delle cose:

  • Tra la percezione dell’oggetto e la propria azione si inserisce un’opinione personale che impedisce all’azione di assumere un carattere corrispondente a un certo obiettivo.

La reazione abituale è di arresto, di critica, di ripensamento su se stesso, non ammira un certo tenore di vita per non essere ammirato in quanto, secondo lui, non è necessariamente da ammirare ciò che tutti ammirano.

Rende quindi il contatto con l’introverso poco allettante chi non conosce queste nature chiuse, difficilmente penetrabili, spesso ombrose, che contrastano con i caratteri aperti come l’estroverso.

Nel tipo introverso la soggettività trova il proprio spazio, ma è l’oggetto che non assume l’importanza giusta, verificandosi così il meccanismo inconscio, inverso a quello estroverso.

Gli oggetti nuovi ed estranei provocano paura e diffidenza, quelli conosciuti sembrano attaccati all’anima, ogni cambiamento diventa increscioso, pericoloso.

Il disturbo dell’introverso non è l’isterismo ma la psicoastenia, malattia caratterizzata dalla sensibilità, da una notevole faticabilità e da una stanchezza cronica.

Infatti è estremamente faticoso cercare di assicurarsi una posizione sicura e possibile in un mondo esterno, considerato come una specie di pericolo permanente.

Il Tipo estroverso

Chi pensa, sente, agisce, chi vive in accordo immediato con le condizioni oggettive e le loro esigenza, buone o cattive che siano, è un tipo estroverso.

La coscienza intera è rivolta verso l’esterno poiché è sempre di là che gli viene la determinazione importante e decisiva.

Comportamento
  • Nel tipo estroverso infatti non solo le persone, ma anche le cose lo attirano, così agisce sotto l’influenza delle persone delle cose.

La sua normalità la deve al fatto che inserisce relativamente senza attriti nelle circostanze determinanti, e che la sua pretesa è solo quella di soddisfare le condizioni oggettivamente fissate.

Il soggetto sceglierà ad esempio la professione che in quel posto, o momento, potrà offrire un buon avvenire, farà ciò di cui i familiari avranno bisogno.

L’estroverso non è del tutto parte del mondo ma piuttosto inserito, un atteggiamento troppo estroverso è infatti alquanto pericoloso.

Poiché egli da troppa importanza alle esigenze esterne, e trascura quelle che provengono dal suo “io profondo”, si manifesta poi situazioni sotto forma di disturbi nervosi.

Il disturbo più frequente, in questo tipo di persone, è l’isterismo, rappresentato dalla continua tendenza a volersi rendere interessante e ad impressionare l’ambiente dove vive, ritrovandosi così con la suggestione dell’individuo che si lascia influenzare dagli altri.

Gli impulsi inconsci dell’estroverso hanno un carattere nettamente primitivo, infantile ed egoista, a volte le esigenze dell’inconscio arrivano a ostacolare l’azione cosciente fino al punto di distruggerla, non si sa più quello che si vuole, oppure si vuole tutto nello stesso tempo, si desiderano cose e cose impossibili a realizzare.

Essere troppo portati verso il mondo esterno significa fare violenza ad un insieme di cose, di idee, di desideri e di necessità, privandoli dell’energia che dovrebbero venire dagli stessi.


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