Sardegna Regione
Sardegna Regione

Sardegna Regione


regione sardegna italia insulare regione italiana

La Sardegna è una regione italiana a statuto speciale dell’Italia insulare, con capoluogo Cagliari.

Ufficialmente Regione Autonoma della Sardegna, è situata nel Mediterraneo occidentale ed è la terza regione italiana per superficie.


Geografia Regione Sardegna


Geografia


La Sardegna è un’isola del mar Mediterraneo occidentale, la seconda per estensione e per popolazione dopo la Sicilia.

E’ parte dell’Italia insulare e il suo territorio coincide con l’arcipelago sardo, costituito quasi interamente dall’isola di Sardegna e da altre piccole isole e arcipelaghi circostanti.

Cagliari è il capoluogo della regione, che si divide in quattro provincie e una città metropolitana e 377 comuni.

L’isola è ricca di montagne, boschi, pianure e territori disabitati, corsi d’acqua, coste rocciose e lunghe spiagge sabbiose.

Dal punto di vista morfologico, la Sardegna si presenta con numerose varietà di ecosistemi, per questo motivo è stata definita come un micro-continente.

Occupa una superficie di 23812,6 kmq, è lambita a nord dalle acque delle Bocche di Bonifacio, che la separano dalla Corsica.

Ad ovest è bagnata dal Mar di Sardegna, ad est dal Mar Tirreno, e a sud le acque del Canale di Sardegna che si interpongono tra l’isola e le coste settentrionali del continente africano.

Il 67,9% del suo territorio è collinare, mentre le montagne occupano il 13,6% dell’intero territorio, la cui massima elevazione sono le cime del Massiccio del Gennargentu.

Le porzioni di pianura occupano una superficie del 18,5% rispetto all’estensione totale, con la massima pianura dell’isola che è rappresentata dalla piana del Campidano.

Montagne e Colline


Il territorio montuoso e collinare rappresenta l’80% della superficie, dei quali il 68% è formato da colline e da altopiani rocciosi, per un’estensione di 16.352 kmq.

La parte a nord dell’isola si erge il granitico Monte Limbara che, con la punta Balistreri, raggiunge i 1.359 metri.

Le cime più elevate si trovano nel massiccio del Gennargentu, con punta La Marmora che raggiunge la quota di 1.834 metri.

Segue il Bruncu Spina con i suoi 1.829 metri, il Monte Spada con 1.595 metri e, più a sud, il Monte Serpeddi, 1.069 metri.

Nel Supramonte di Oliena la cima più elevata è rappresentata dal monte Corrasi, che raggiunge 1.463 metri.

Nel Supramonte di Orgosolo, si erge il Monte Fumai con i suoi 1.316 metri, e punta Solitta di 1.206 metri.

La Barbagia, una vasta regione montuosa della Sardegna, è caratterizzata da formazioni calcaree note con il nome di tacchi.

La più elevata di queste formazioni è il Monte Perdeu (1.334 m), seguito dal Monte Tonneri (1.323 m), dal Monte Perda Liana (1.293 m), dal Monte Santa Vittoria (1.212 m) e dal Monte Arbu (1.031 m).

Nel massiccio del Montiferru si trova il monte Urtigu, che raggiunge la quota di 1.050 metri.

Altra cima della provincia di Oristano è il monte Arci, che raggiunge 812 metri.

Nella catena del Marghine le cime più elevate sono rappresentate da punta Palai (1.264 metri) e dal monte Santu Padre (1.120 metri).

Lungo le montagne del Goceano si trova il monte Rasu (1.259 metri), punta Masiennera (1.158 metri) ed il monte Paidorzu (1.002 metri). Seguono i Monti di Alà, col monte Lerno di Pattada a quota 1.093 metri.

Nei monti dell’Iglesiente le vette più elevate sono rappresentate dal monte Linas (1.236 metri), un complesso montuoso che culmina con tre vette, affiancato da alcuni rilievi che superano di poco i mille metri.

Nei Monti del Sulcis, infine, la vetta più alta è rappresentata dal monte Is Caravius (1.116 metri), affiancato da una decina di rilievi di altezza compresa fra i 1.000 ed i 1.100 metri.

Le zone pianeggianti sono limitate e originate da fenomeni erosivi piuttosto che dall’azione di trasporto e sedimentazione delle acque.

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Le piane più importanti sono il Campidano, nella zona centro-sud occidentale dell’isola, l’alta e media Valle del Tirso, che occupa la zona centrale, e la piana della Nurra nella zona nord-occidentale.

Coste


Le coste della Sardegna si estendono per circa 1.900 km in un susseguirsi di paesaggi molto vari.

Lunghi tratti di coste basse e spiagge sabbiose si alternano ad alte falesie, pareti alte e rocciose, a strapiombo sul mare.

Ampi tratti a falesie sono quelli compresi tra Portoscuso (vulcaniti) e le zone di Buggerru e Masua (calcari).

Verso il litorale nord-occidentale le falesie si sviluppano nel tratto costiero tra Bosa (rocce basaltiche), Alghero-Capo Caccia (rocce calcaree) e l’Argentiera (rocce scistose), fino ad includere anche l’isola dell’Asinara.

Sulla costa orientale un altro tratto costiero a falesie è rappresentato dalle insenature del Golfo di Orosei (calcari).

Parte del litorale nord-orientale della Gallura, tra Santa Teresa Gallura ed il golfo di Olbia, presenta la morfologia a fiordo, caratterizzata da antiche valli fluviali oggi sommerse dalle acque del mare.

Isole


Le isole che fanno parte del territorio della Sardegna sono diverse.

L’Isola di Sant’Antioco è la più grande per dimensioni ed insieme all’Isola di San Pietro compone l’Arcipelago del Sulcis, situato nella parte sud-occidentale dell’isola madre.

Sant’Antioco è collegata con la Sardegna per mezzo di un ponte, l’isola di San Pietro è invece raggiungibile via mare con dei battelli che collegano Carloforte, unico suo centro abitato, con i porti di Calasetta e Portoscuso.

La seconda isola in ordine di grandezza è l’Asinara, situata nella porzione nord-occidentale della Sardegna, che delimita l’ampio golfo omonimo.

Nel settore nord-orientale si trova l’arcipelago della Maddalena, composto da una serie di isole, e ad altre più piccole, tra le quali:

  • La Maddalena
  • Caprera
  • Santo Stefano
  • Santa Maria
  • Razzoli
  • Budelli
  • Spargi

La bellezza e la particolarità ambientale dell’arcipelago hanno portato all’istituzione, nel 1994, del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

Altre piccole isole, oltre alle principali, si trovano sparse davanti alle coste della Sardegna.

Lungo la costa occidentale, risalendo verso nord, si trovano:

  • Isola Piana nel Sulcis
  • Lo scoglio del Pan di Zucchero, presso Masua
  • L’isola di Mal di Ventre, al largo della costa del Sinis
  • L’isolotto della Maddalenetta, lungo la costa antistante il Lido di Algheroù
  • L’isola di Foradada, nelle vicinanze di Capo Caccia.

Lungo la costa settentrionale, tra l’Asinara e il promontorio di Stintino, si trova l’Isola Piana.

Nella costa orientale si trova l’isola di Figarolo, antistante la costa di Golfo Aranci.

Al largo della costa di Olbia si trovano le isole di Tavolara e Molara e, più a sud del Golfo di Orosei, l’isolotto dell’Ogliastra.

A sud, al largo della costa di Villasimius, si trovano l’isola Serpentara e l’isola dei Cavoli.

Fiumi


I fiumi della regione hanno un carattere prevalentemente torrentizio, il fiume più lungo è il Tirso, lungo 152 km, seguito dal Flumendosa, lungo 127 km.

Tra i numerosi affluenti del Tirso vi sono il Taloro, lungo il corso del quale sono state realizzate alcune dighe che hanno originato i laghi di Gusana, Cucchinadozza e Benzone.

Un altro importante fiume è il Coghinas, la cui portata è inferiore soltanto a quella del Flumendosa.

L’unico fiume navigabile dell’isola è il Temo, che attraversa la cittadina di Bosa.

Il Cedrino, anch’esso sbarrato da una diga che ha generato l’omonimo lago, è alimentato dalle sorgenti di Su Gologone.

A sud il fiume più importante è il Flumini Mannu, lungo 90 km, che sfocia nelle acque dello stagno di Santa Gilla, dopo aver ricevuto le acque del fiume Cixerri e del rio Leni.

Lagune


Una caratteristica importante del paesaggio e della geografia della Sardegna è la notevole presenza degli stagni costieri.

Questi stagni rappresentano l’habitat per molte specie di uccelli acquatici, stanziali e di passo.

La superficie totale degli stagni nel territorio regionale è superiore ai 12.000 ettari ed alcuni sono utilizzati e gestiti per l’itticoltura.

I più importanti ed estesi stagni della Sardegna sono:

  • lo stagno di Cabras (19,5 km²)
  • lo stagno di Santa Gilla (15 km²)
  • lo stagno di Santa Giusta (8 km²)
  • la laguna di Mistras (3,9 km²)
  • lo stagno di San Giovanni (3,26 km²)
  • lo stagno di Porto Pino (3,4 km²)
  • lo stagno di San Teodoro (2,3 km²)
  • lo stagno di Tortolì (2,2 km²)
  • lo stagno di S’Ena Arrubia (1,43 km²)
  • la laguna di Boi Cerbus (1,7 km²)
  • lo stagno di Cugnana (1,2 km²)
  • lo stagno di Pilo (1,19 km²)
  • lo stagno di Colostrai (1,1 km²)
  • lo stagno di Is Benas (1,1 km²)
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Ambiente naturale Regione Sardegna


Natura


Il paesaggio naturale della Sardegna alterna profili montuosi a macchie e foreste, stagni e lagune, torrenti tumultuosi che formano gole e cascate, lunghe spiagge sabbiose e costiere frastagliate e falesi a strapiombo.

Frequenti sono i fenomeni carsici nei settori centro-orientale e sud-occidentale, con la formazione di grotte, voragini, doline, laghi sotterranei e sorgenti carsiche.

Le formazioni rocciose granitiche sono caratterizzate da guglie frastagliate modellate dall’erosione degli agenti atmosferici, creando delle singolari sculture sparse su tutta l’isola.

Su alcuni dei più importanti tratti della costa e ampi territori dell’interno vi sono Parchi Naturali protetti che si integrano con il patrimonio storico e culturale.

Le aree protette sono due Parchi Nazionali, due Parchi Regionali, 60 Riserve naturali, 19 monumenti naturali, 16 Aree di rilevante interesse naturalistico, cinque Oasi del WWF.

Flora


La flora della Sardegna è caratterizzata da specificità ed endemismi, dovuto soprattutto alle condizioni climatiche particolari, all’insularità e alla storia geologica dell’isola.

La vegetazione boschiva nelle aree interne e montuose più fredde, è rappresentata in gran parte da macchia mediterranea e foresta sempreverde.

Il grave degrado di vaste aree espone l’isola alla desertificazione, tuttavia il patrimonio boschivo vanta alcune peculiarità, come la macchia-foresta del Sulcis, ritenuta la più vasta d’Europa.

Di grande interesse di specie endemiche e rare sono anche quelle che popolano gli stagni costieri, i litorali sabbiosi e le scogliere.

Fauna


La fauna della Sardegna è l’insieme delle specie animali che presentano delle peculiarità dovute alla particolare posizione geografica dell’isola.

La differenziazione rispetto alla fauna italiana è la presenza di elementi faunistici tipici del Nordafrica. Il patrimonio faunistico, infatti, annovera diversi esempi di specie di grande interesse.

Le popolazioni dei grandi mammiferi erbivori hanno subito una drastica contrazione, ma grazie alle azioni di tutela hanno ripreso negli ultimi decenni una sensibile crescita.

L’avifauna delle zone umide vanta un lungo elenco di specie, delle quali molto minacciate dalla forte contrazione dell’habitat.

L’elevato numero di stagni costieri e lagune, circa 12 000 ettari, pari al 10% del patrimonio italiano, fa sì che questa regione annoveri ben otto siti di Ramsar (secondo posto in Italia, dopo l’Emilia-Romagna).

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Tra le scogliere, isole e scogli si trova il regno degli uccelli marini, che possono formare colonie di migliaia di individui. Sono presenti inoltre quattro sottospecie endemiche di uccelli.

I vertebrati terrestri minori comprendono rettili e anfibi fra i quali si annoverano molti importanti endemismi tirrenici, sardo-corsi o sardi; di questi, alcuni hanno una marcata ed esclusiva localizzazione geografica.

Parchi Nazionali


  • Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena
  • Parco nazionale dell’Asinara
  • Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu

Parchi Regionali


  • Parco naturale regionale di Porto Conte
  • Parco naturale regionale Molentargius – Saline
  • Parco naturale regionale di Tepilora, Sant’Anna e Rio Posada

Aree e Riserve Naturali Marine


  • Area marina protetta Isola dell’Asinara
  • Area naturale marina protetta Capo Caccia – Isola Piana
  • Area naturale marina protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo
  • Area marina protetta Penisola del Sinis – Isola Mal di Ventre
  • Area naturale marina protetta Capo Carbonara

Zone Umide


  • Stagno di Corru S’Ittiri – stagno di San Giovanni e di Marceddì
  • Stagno di Cabras
  • Laguna di Mistras
  • Stagno di Pauli Maiori
  • Stagno di S’Ena Arrubia
  • Stagno di Cagliari.

Oasi WWk e LIPU


  • Oasi di Carloforte, gestita dalla LIPU
  • Oasi del Monte Orriolu
  • Riserva di Monte Arcosu o Oasi del Cervo e della Luna, gestita dal WWF in accordo con la Fondazione Domus de Luna
  • Oasi dell’Isola di Razzoli
  • Oasi delle Steppe Sarde, gestita dal WWF

Demografia regione Sardegna


Amministrativa


La Sardegna è una regione italiana a statuto speciale, suddivisa in regioni storiche che derivano direttamente dai distretti amministrativi, giudiziari ed elettorali dei regni giudicali, le curatorie.

La regione è composta in quattro provincie, una città metropolitana e 377 comuni:

  • Città metropolitana di Cagliari (17 comuni)
  • Provincia di Sassari (92 comuni)
  • Provincia di Oristano (87 comuni)
  • Provincia di Nuoro (74 comuni)

La Provincia del Sud di Sardegna, con 107 comuni, è in fase di soppressione.

Demografia

La Regione sardegna è una delle poche regioni europee in cui un’economia moderna e diversificata convive con un ecosistema naturale ancora intatto in vaste aree del territorio.

Ciò si spiega grazie alla bassa densità abitativa, pari al 69 ab./kmq, al terzultimo posto fra le regioni italiane.

La densità della popolazione è distribuita equamente in maniera diversa in base ai territori.

I 10 comuni della Sardegna più popolosi:

  • Cagliari (CA)
  • Sassari (SS)
  • Quartu Sant’Elena (CA)
  • Olbia (SS)
  • Alghero (SS)
  • Nuoro (NU)
  • Oristano (OR)
  • Selargius (CA)
  • Carbonia
  • Iglesias

Simboli


stemma e bandiera regione sardegna

I simboli della Regione Sardegna sono lo Stemma, il Gonfalone, la Bandiera e il Sigillo.

Lo Stemma della Sardegna è storicamente uno dei principali simboli di identificazione dei sardi.

La raffigurazione presenta quattro teste di moro bendate rivolte a sinistra, noto anche come “Stemma dei quattro mori“.

Il Gonfalone presenta al centro lo Stemma della Regione con la iscrizione centrata “Regione autonoma della Sardegna“.

La Bandiera, conosciuta come la “Bandiera dei quattro mori“, a differenza dello Stemma le teste sono rivolte verso l’inferitura.

E’ composta dalla Croce di San Giorgio, e i quattro mori rappresentano i quattro Re Saraceni sconfitti dagli aragonesi durante la battaglia di Alcoraz, avvenuta in Spagna.


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