Storia delle Suffragette

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La storia delle Suffragette si indica il movimento di emancipazione femminile nato per ottenere il diritto di voto per le donne.

Si indica quindi, come per il femminismo, la donna che lotta per ottenere il riconoscimento della piena dignità delle donne.


Storia delle Suffragette: l’inizio

La lotta per i diritti delle donne iniziò in Francia nel periodo della Rivoluzione francese quando, nel 1789, venne presentata all’Assemblea Rivoluzionaria una prima richiesta formale di riconoscimento dei diritti delle donne.

Marie Gouze, drammaturga e attivista francese che visse durante la rivoluzione francese, conosciuta con lo pseudonimo di Olympe de Gouges, pubblicò ‘Le prince philosophe‘ con il quale rivendicava i diritti delle donne.

Dalla pubblicazione del suo romanzo, ella iniziò ad organizzare gruppi di donne, la cui azione fu interrotta quando iniziò a criticare Robespierre, protagonista di spicco della Rivoluzione francese, e nel 1793 venne ghigliottinata.

Anche nel Regno Unito si ebbero i primi movimenti per la lotta al cambiamento all’interno della società per i diritti delle donne.

John Stuart Mill, economista britannico ed esponente del liberalismo, propose l’idea del suffragio femminile agli elettori nel 1865.

Contemporaneamente a quanto avveniva in Francia, quindi, anche nel Regno Unito si pubblicarono libri a sostegno della tesi dei diritti delle donne.

Il movimento delle Suffragette nel Regno Unito vide la luce solo nel 1869, dando vita al movimento nazionale per rivendicare il diritto di voto.

Nel 1897 il movimento portò alla formazione della Società Nazionale per il suffragio femminile fondata dalla scrittrice e attivita britannica Millicent Fawcett.

Fawsett cercò di convincere gli uomini ad aderire al movimento in quanto, legalmente, solo loro potevano concedere il diritto di voto.

In quel periodo però socialmente i progressi erano molti limitati, per cui la situazione restò invariata fino al 1903, quando Emmeline Pankhurst fondò l’Unione sociale e politica delle donne.

Emmeline Pankhurst è stata un’attivista e politica britannica che guidò il movimento delle suffragette femministe del Regno Unito, aiutando le donne ad ottenere il diritto di voto.


Storia delle Suffragette: Il suffragio universale

Lo scopo del movimento femminile era quello di raggiungere la parità rispetto agli uomini sia dal punto di vista politico, giuridico ed economico.

Le donne aderenti al movimento promuovevano le idee e la parola formando comizi, slogan, scritte sui muri volti a divulgare i diritti civili, l’uguaglianza, svolgere le stesse professioni degli uomini e soprattutto godere del diritto elettorale o di suffragio.

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Le donne volevano ottenere gli stessi diritti che avevano gli uomini, con la lotta del movimento femminile le manifestazioni delle suffragette si propagarono anche in altri paesi.

Il primo paese ad introdurre il suffragio universale fu la Nuova Zelanda nel 1893, seguito dalla Finlandia nel 1906 e dalla Norvegia nel 1907.

Le donne della Germania ottennero i diritti nel 1919, mentre la Francia, nonostante la prima presa di coscenza durante la Rivoluzione francese, lo ottenne solo nel 1945.

La Svizzera riconobbe il diritto di voto alle donne in alcuni cantoni nel 1959, e nel 1971 la ottennero anche i cantoni restanti.

Negli Stati Uniti il primo stato a riconoscere parzialmente il suffragio femminile fu lo Stato del Wyoming nel 1869.

Sempre nel 1869 i movimenti analoghi a quelli inglesi furono frequenti, ma solo nel 1920, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, le donne statunitensi ottennero il suffragio universale.


Storia delle Suffragette: diritto delle donne in Italia

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La lunga lotta delle Suffragette italiane fu in parte rallentata dall’Unificazione nel 1861, portando le donne ad ottenere l’emancipazione giuridica solo nel 1919.

I primi nuclei femminili italiani vi aderirono le donne della borghesia, affiancate successivamente da quelle cattoliche e socialiste.

Con l’avvento del fascismo la questione del diritto al voto delle donne fu momentaneamente sospeso fino al 1° febbraio 1945.

Il 1° febbraio 1945 il Consiglio dei ministri dell’Italia Libera, presideduto da Bonomi, politico italiano, approvò il decreto legge che prevedeva il diritto al voto esteso a tutti gli italiani che avessero 21 anni compiuti.

Il primo voto delle donne avvenne nelle elezioni amministrative della primavera del 1946 e nel referendum del 2 giugno.

Il decreto legge del 1945 venne ripreso dalla Carta costituzionale italiana, entrata in vigore nel 1948 dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

La battaglia femminile per la conquista dell’uguaglianza giuridica e la parità dei diritti, in un periodo di grandi avvenimenti storici, hanno coinvolto le donne italiane come mai si era visto prima.

Con la lotta partigiana schierate a fianco agli uomini, le donne nell’Italia del dopoguerra hanno raggiunto una nuova consapevolezza e, con l’estensione del diritto di voto del 1945, diventano per la prima volta cittadine a tutti gli effetti.



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